Il calice proibito di Dario Galimberti

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Le riflessioni sul tempo che passa la rendevano melanconica. Distratta di continuo da episodi e da eventi che le sembravano decisivi, sempre alle prese con il presente, di tanto in tanto aveva l’impressione di aver perso il treno, uno di quelli che non passano più.

La trama

Mia Gerwing è una giovane e brillante neolaureata in architettura, al suo primo prestigioso incarico. Le viene infatti chiesto di rilevare una domus romana ad Augusta Raunica, un sito archeologico svizzero fra i più importanti del paese.

Terminato il lavoro, Mia si appresta a consegnare i suoi rilievi. Ma ciò che accade la notte prima della consegna la sconvolgerà. Alcuni ladri, infatti, entrano in casa della ragazza e cominciano a rovistare freneticamente per tutta casa. Non sono dei semplici malfattori, stanno cercando qualcosa di preciso. E quel qualcosa sono i rilievi della Domus Rhenus. Per Mia, adesso, tutto è rovinato.

Per un mero colpo di fortuna, il suo istinto di sopravvivenza è riuscito a farla nascondere e a rimanere in silenzio durante quelle terribili ore. Adesso, Mia può uscire dal suo nascondiglio, ma tutto ciò l’ha sconvolta profondamente. Il suo lavoro è andato in fumo, la sua carriera, appena iniziata, potrebbe già essere distrutta. Eppure non riesce a capire cosa ci sia di così importante in quei rilievi, un progetto che fra l’altro sarebbe stato reso pubblico di lì a pochi giorni.

Con l’aiuto del suo professore e di pochi fidati amici, Mia riesce a trovare il bandolo della matassa: quei rilievi sono una mappa che porta ad un tesoro ambito, i calici di Licurgo, coppe di epoca romana dalle proprietà straordinarie.

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Adesso che sa, Mia è pronta a tutto pur di far conoscere la sua verità e impedire che le coppe di Licurgo finiscano in mani sbagliate.

Quello che ancora non sa è che i suoi nemici sono molto, molto potenti…

L’autore

Dario Galimberti vive a Lugano, in Svizzera. È responsabile del corso di laurea in Architettura della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI). A Lugano svolge anche l’attività di architetto ed è contitolare dello studio d’architettura Bassi & Galimberti.

Il suo amore per la scrittura nasce in seguito alla lettura del classico Festa mobile di Ernest Hemingway, ma solo da qualche anno è divenuto un autore. Nel 2014, infatti, ha scritto e pubblicato per i tipi di Robin Edizioni il romanzo fantasy Il bosco del Grande Olmo. Nel 2015 arriva invece Il calice proibito, edito da Libro/Mania, marchio di Newton Compton Editori e De Agostini.

Vincitore di diversi premi, fra i quali spicca il Premio internazionale di architettura Andrea Palladio, Galimberti ha all’attivo diverse pubblicazioni professionali.

Attualmente ha in cantiere un nuovo libro, del quale non vuole ancora svelarci nulla. «Un’altra storia – ha commentato l’autore – in un luogo che non c’è più».

Dario Galimberti

In foto: Dario Galimberti

Lo stile

Il calice di proibito è un thriller interessante, destinato ad un pubblico amante del genere ma che apprezzi anche sfumature di tipo storico e tecnologico. Una storia che galoppa lungo il tempo, portandoci nel passato e nel futuro, restando nel presente.

Il titolo dell’opera non è stato semplice da scegliere e, anzi, è stato, come ammette l’autore, la “terza scelta”. «In qualche parola se ne devono riassumere decine di migliaia – spiega l’autore -, focalizzare il contenuto e coinvolgere da subito il lettore. Il titolo scelto sintetizza il più possibile quanto detto.»

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Galimberti ammette che per il suo Il calice proibito si è ispirato ad alcuni personaggi del cinema, arte della quale è appassionato e che definisce «un gigantesco e infinito deposito di caratterizzazioni visive per ogni sorta di storia».

Il calice proibito è disponibile per l’acquisto nel solo formato digitale (ebook).

Su Facebook è presente la pagina dedicata all’opera, curata dall’autore.

Autore: redazione

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