Una lacrima color turchese. Quel Natale amaro raccontato da Mauro Corona

Una lacrima color turchese Mauro CoronaMauro Corona ci racconta in questo breve romanzo, Una lacrima color turchese (Mondadori), direi forse più un racconto o novella, cosa pensa del Natale contemporaneo e di come questa festa tradizionale e sacra sia stata trasformata da una società ipocrita e consumistica come la nostra.

La trama

In un paese – ovviamente di montagna – sommerso dalla neve, a Natale, mentre la gente si dispone a mettere da parte i rancori, cercando di essere più buona almeno per le festività, le statuine di Gesù Bambino scompaiono misteriosamente da tutti i presepi. All’inizio sono tre madri del paesino ad accorgersene e ad accusare i propri figli del reato, ma poi quando giungono le voci che in altre famiglie e in altri Paesi è avvenuta la stessa misteriosa sparizione, la sorpresa diventa panico. Cosa sta succedendo? Tutti, gente normale, esperti, satanisti e preti, cercano spiegazioni e ragionano su diverse teologiche teorie quando, di fatto, la risposta è molto semplice e si trova dentro di noi, nel nostro animo, nel nostro cuore. Mauro Corona, che ormai pubblica a volontà quasi come l’irraggiungibile Andrea Camilleri, ci regala questa volta un semplice ma bel racconto “natalizio” dove può criticare in modo spesso ironico ma efficace, il “Natale” di oggi, una festa che mette in evidenza tutti i mali della nostra società:

…riprese a nevicare più forte. La neve con suo candore fu l’unica cosa pulita e poetica di quella festa ormai vuota e falsa…

La critica

Corona, senza pietà con azzeccate metafore, penetra con violenza dentro la cattiveria degli uomini, dentro una società che non sa più perdonare, che non distingue più il bene dal male nemmeno nel giorno di Natale. La critica di Corona non perdona nessuno, nemmeno la Chiesa, probabilmente distante, secondo l’autore, dai veri valori della vita anche se la dedica del volume a Papa Francesco, fa pensare che la via “francescana” del nuovo pontefice sia gradita allo scrittore di Erto. Un libro che fa del suo linguaggio, semplice ed elementare, un elemento qualificante della narrazione quasi che l’autore volesse unire la sobrietà della scrittura con la semplicità di una vita sana e cristiana, che sembra scomparsa nella storia raccontata dal libro. Un libro che fa riflettere. E forse, tornando a riflettere bene con noi stessi, possiamo trovare le risposte che mancano in grado di spiegarci perché Gesù non vuol star più nei nostri presepi.

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 …risposte non venivano. Eppure la soluzione era lì, dietro l’albero di Natale, bastava riflettere un pochino. Ma gli uomini non riflettono. Quando si tratta di cercare la verità preferiscono sospettare qualcuno. La riflessione potrebbe deluderli presentando un colpevole non gradito…
Quel colpevole che Corona, con grande amarezza, identifica con la nostra anima abbandonata in qualche splendido laghetto di alta quota fra le Dolomiti.   Giannandrea Mencini

Autore: Giannandrea Mencini

Laureato in Storia, mi occupo di storia dell’ambiente e del territorio. Collaboro con alcune testate giornalistiche. Lavoro a Venezia come responsabile della comunicazione e ufficio stampa e ho scritto numerosi libri ed interventi specialistici.

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