L’Amalassunta di Pier Franco Brandimarte

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Se dovessero chiederle chi è Amalassunta, risponda pure, a mio nome, che “Amalassunta è la Luna nostra bella, garantita d’argento per l’eternità, personificata in poche parole, amica di ogni cuore un poco stanco.”

“Amalassunta – luna, regina ostrogota e insieme dea mitologica, venerata in tutte le religioni come dea dell’oltretomba, ma anche come colei che governa i parti e le maree, le nascite e le rinascite; Amalassunta «perdutamente inabissata tra un seno a l’altro come ogni donna» è la personificazione dell’eros e della vita ultraterrena. 

La trama

Antonio, alter ego dell’autore, vive a Torino ed è fidanzato con Nina, ma sente che gli manca qualcosa e decide di dare inizio alla sua personale ricerca. Lascia Torino e la sua fidanzata e si rituffa nelle sue origini, a Torano Nuovo per la precisione, in provincia di Teramo. A Monte Vidone il nonno di Antonio possedeva una barberia e qui tempo addietro si rifugia Osvaldo Licini, pittore astrattista, che sceglie il suo paese natio come luogo ideale per vivere il suo amore con Nanny, come luogo di ispirazione e di creazione per la sua arte.

Antonio è affascinato, quasi ossessionato, dalla figura di questo suo conterraneo.

Un giorno Germano mi ha chiesto com’è cominciata questa storia del pittore e non gli ho ancora risposto. (…) Germano è l’unico che non mi ha chiesto perché sono ritornato e a cui non ho dovuto mentire. (…) Tra poco mi racconterà del suo lavoro e gli dirò del pittore. Gli dirò che è cominciata per caso.

Seguendo il suo istinto si mette sulle tracce di Osvaldo, fruga e indaga nell’esistenza del pittore per dare un senso alla sua di esistenza. Licini, la sua vita e la sua arte diventano l’oggetto e lo scopo della personale ed estenuante ricerca di Antonio, ricerca che gli consentirà alla fine di ritrovare se stesso e il suo destino.

La Critica

Un romanzo. Due storie. Lontane eppure vicine.

Pier Franco Brandimarte, classe 1986, con L’Amalassunta ci offre un testo che è saggio e al contempo racconto. In maniera originale e armonica egli narra la storia artistica e umana di Osvaldo Licini e racconta simultaneamente la vita di Antonio. Le due storie si compenetrano, si sviluppano e si sostengono a vicenda, in un mix di stabilità e di equilibrio. L’autore con il suo stile ineccepibile e raffinato ha saputo offrirci un’opera prima densa e già matura.

Con L’Amalassunta l’esordiente Pier Franco Brandimarte ha vinto il Premio Calvino 2014.

La Storia

Brandimarte con la sua opera conduce alla nostra attenzione la figura di Osvaldo Licini, che avvolto dall’aura del ricordo diventa per noi memoria e storia. Storia di un pittore che nasce nel 1894 a Monte Vidon Corrado nell’allora provincia di Ascoli Piceno. Negli anni dieci studia all’Accademia di Belle Arti a Bologna con Morandi e Vespignani .

Partecipa come volontario alla Prima Guerra Mondiale e riporta una ferita alla gamba che lo renderà claudicante a vita.

Trascorre la convalescenza a Parigi dove incontra e conosce un Modigliani alcolizzato e prossimo alla morte. In questi anni la sua pittura comincia a subire le influenze di Matisse, Cèzanne, Van Gogh e Gauguin.

Nel 1958, a pochi mesi dalla sua morte,  partecipa alla XXIX  Biennale di Venezia e vince a sorpresa il Gran Premio Internazionale di Pittura. Un riconoscimento tardivo alla sua arte astratta e poetica,  surrealista ed elegiaca.

Decide di condurre nel suo paese natìo sua moglie Nanny Hellstromm,  pittrice svedese che gli resterà accanto sino alla fine dei suoi giorni e che influenzerà non poco la sua pittura.

Immerso nelle sue origini abbandona ogni dogma e inizia a vivere in un mondo fantastico e astratto dove c’è posto solo per la sua arte e i suoi componimenti. Muore a Monte Vidon Corrado l’11 ottobre.

 

 

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Autore: nancy di martino

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