La relazione di Andrea Camilleri |Mondadori

La relazione di Andrea Camilleri, MondadoriIl termine “relazione” e il suo duplice significato fa da leitmotiv al romanzo. Infatti il protagonista Mauro Assante è un dirigente dell’Authority preposta al controllo delle banche italiane. È stato incaricato di ispezionare la Banca Santamaria i cui bilanci risultano poco chiari e stilare una relazione conclusiva che porterà probabilmente al commissariamento della banca. Mauro ha un carattere chiuso e schivo, egli stesso si definisce orso ed è riuscito ad aprirsi solo con la moglie Mutti con la quale è felicemente sposato ed ha un figlio, Stefano, di 7 anni. Assante si ritrova ad affrontare questo incarico completamente solo in una Roma estiva e prevacanziera, costretto al lavoro mentre la moglie è già in vacanza in Trentino col figlio. Per circostanze fortuite conosce una meravigliosa bionda che improvvisamente bussa alla porta del suo appartamento. Pur non essendo interessato all’appuntamento con la escort (che qualcuno ha mandato a sua insaputa), Mauro ne rimane attratto e rapito. Partono così una serie di coincidenze ad equivoci che faranno incontrare di nuovo Mauro e la misteriosa Carla tanto da attrarsi sempre di più e desiderarsi l’un l’altro. Così, l’imperturbabile dirigente Mauro Assante inizia una relazione sentimentale passionale e razionalmente inspiegabile con la donna misteriosa, facendosi catturare e invischiare sempre di più fin da lasciarsi andare a confidenze sui segreti lavorativi. Purtroppo il buon Mauro si ritrova vittima di pedinamenti e coinvolgimenti in situazioni assurde, che lui riconduce a raggiri e minacce conseguenti al delicato incarico istituzionale. La banca ispezionata è legata politicamente a personaggi di spicco romani e nazionali, e dal momento in cui comincia a stilare questa relazione Mauro Assante subisce telefonate fantasma, incursioni nel suo appartamento, consigli amichevoli dai colleghi di lavoro, appostamenti e così via con altri accadimenti al limite della follia. Egli è convinto che qualcuno stia costruendo una macchina di distruzione psicologica e gli stia cucendo addosso il discredito e l’infamia. Come reazione Mauro Assante non può far altro che incaponirsi nel suo compito e proseguire nelle sue relazioni. La tela del ragno si infittisce e Mauro ne resta al centro. Il complotto è compiuto.

La critica

L’ultimo romanzo del celebre Camilleri è più che altro un lungo racconto, infatti la divisione in capitoli è più un dovere tipografico che un elemento necessario alla storia. La lettura è agevolissima e anche breve, (mi è bastato un pomeriggio!) perché la trama ha dei punti di crescendo tipico del noir che ti spingono a scoprire l’epilogo rapidamente. I personaggi sono così ben delineati da immaginarli vivi e presenti. Oserei dire che la sensazione della lettura è quella di rimandare ad una fiction televisiva ben strutturata in una sola puntata. L’ambientazione contemporanea in una grande città, un piccolo intrigo politico-economico (anche se non troppo approfondito e lasciato molto nel vago!), la donna misteriosa che non rivela neanche il suo cognome e il suo passato, il complotto ben strutturato e il finale sicuramente fuori dalle aspettative sono elementi che fanno del romanzo una buona lettura e già un canovaccio per una stesura televisiva. Leggendo il libro mi sono tornati in mente alcuni passaggi e situazioni paradossali descritte nel libro Il diavolo, certamente pubblicato sempre da Camilleri per Mondadori nel 2012. Dopo la lettura de La relazione rimane quel lieve amaro in bocca poichè Andrea Camilleri ci offre alcuni spunti di riflessione sulle situazioni, che alcuni ambienti e ruoli lavorativi costringono ad affrontare. Cinismo, integrità morale senza margine di errore, imperturbabilità e profonda responsabilità sono elementi imprescindibili per ruoli dirigenziali di elevato spessore, però il buon autore siciliano ci riporta sempre alla realtà incentrando l’attenzione sull’umanità dei personaggi. Ciò che siamo veramente è quello che sentiamo di essere o quello che dobbiamo essere per rispondere alla riprova sociale? I ruoli professionali ci obbligano ad assumere atteggiamenti e comportamenti che in fondo sono veramente nostri o sono soltanto maschere pirandelliane indossate per necessità? L’ispettore Mauro Assante, così ligio e rigoroso, dimostra di non essere scevro da tentazioni e, pur intuendo il complotto e il raggiro di cui è vittima, non è capace di affrontare con determinazione la situazione a dimostrazione che in ognuno di noi si possono aprire delle faglie di ingenuità che fanno crollare il grande castello di carte che ci siamo costruiti. L’animo umano è ricco di molteplici sfaccettature, che non sempre rispondono alla ragione e le reazioni finali possono essere il risultato di pura e inimmaginabile follia! Annalisa Andriani azandriani@gmail.com tw:@azandriani

Autore: Annalisa Andriani

Suono da più di vent’anni nell’Orchestra Sinfonica di Bari e insegno Violino dal 1994 con il Metodo Suzuki per bambini dai 3 anni in poi. Lettrice appassionata sono contenta di aver passato ai miei figli l’amore per i libri.

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