Il dolore perfetto di Ugo Riccarelli

Il dolore perfetto di Ugo Riccarelli

… e di fronte alla Mena vide sua madre partorirla urlando di un dolore che le sembrò perfetto, e solo alla fine, quasi spiando, scorse la propria testa uscire da quel corpo rosso e gonfio dallo sforzo, e sentì per l’ultima volta l’odore di viole del suo fratello gemello che da dentro la pancia spingeva nel mondo.
Alla fine dell’Ottocento un uomo compie un viaggio che dalle coste campane lo porta sino a Colle, un paesino toscano abitato da gente semplice che ama la vita tranquilla e lo stare in pace. Il Maestro, giovane anarchico, porta in paese una leggera elettricità che contagia la vedova Bartoli. Quando l’amore tra il giovane e la donna, ben più matura di lui e già madre di un figlio, si palesa, tutti salutano questa unione senza alcuno stupore o scandalo. Il paese sarà per molto tempo un porto sicuro in cui la vita dei due amanti e dei loro quattro figli si svolgerà al riparo dai pettegolezzi e dalle rigide regole istituzionali. A Colle vivono anche i Bertorelli, ricchi commercianti di maiali. Dal matrimonio di Ulisse e Rosa nascono due gemelli, Sole e Annina. Quando la forte e saggia Annina si innamora di Cafiero, l’ultimogenito del Maestro, i destini di queste due famiglie si incrociano in maniera inevitabile. Dagli ultimi anni dell’Ottocento alla fine della Seconda Guerra Mondiale, le vite dei protagonisti si intrecciano ai cambiamenti imposti dal Progresso, dalle guerre, dalle lotte sociali, in un racconto lunghissimo dal significato profondo, mitico e toccante .

La storia

Ugo Riccarelli è solo un bambino quando sua madre lo porta da alcuni parenti. Uno di essi lo conduce fino ad una stanza che sembra un santuario: là in mezzo c’è una macchina del moto perpetuo. Riccarelli ci racconta che questo bellissimo racconto, da lui scritto molti anni dopo, forse è nato quel giorno, in quella stanza, davanti a quello strano marchingegno. E lui nel tempo ha costruito questa storia usando le parole dei racconti di sua nonna, di sua madre e di suo padre, immaginando le vite di avi che non ha mai conosciuto, descrivendo i luoghi dove sono vissuti, narrando i loro amori, i loro sogni, le loro speranze, il loro “dolore perfetto”.

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L’autore

Ugo Riccarelli è nato a Cirié, in provincia di Torino, nel 1954, figlio di genitori di origini toscane, fin da bambino ha cominciato a soffrire di problemi polmonari; ha frequentato la Facoltà di Filosofia presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 1990 si è sottoposto in Inghilterra ad un doppio trapianto di cuore e polmoni che ha segnato fortemente tutta la sua vita. Nel 1995, su incoraggiamento di Antonio Tabucchi, ha pubblicato il suo primo romanzo, Le scarpe appese al cuore, nato dall’esperienza del trapianto. Nel 1998 ha vinto il Premio “Selezione Campiello” con il romanzo Un uomo che forse si chiamava Schulz. Nel 2004 ha vinto il Premio Strega con Il dolore perfetto. È morto a Roma il 21 luglio 2013 all’età di 58 anni. Nel 2013, poco dopo la sua morte, ha vinto il Premio Campiello con L’amore graffia il mondo che, per la prima volta nella storia del concorso, gli viene assegnato postumo. Nel 2014 è stata costituita l’Associazione Ugo Riccarelli con la finalità di ricordare Riccarelli sia per le sue opere sia per il suo grande impegno per la promozione della cultura.

Autore: nancy di martino

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1 Commento

  1. Comprerò questo libro

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