Il lato oscuro del cuore di Corrado Augias | Einaudi

Il lato oscuro del cuore di corrado augias, recensione

Edizioni Einaudi

Corrado Augias torna alla narrativa con il romanzo Il lato oscuro del cuore, edito dalla casa editrice Einaudi. La produzione vastissima di Corrado Augias – giornalistica, narrativa, televisiva – ha a mio avviso un fil rouge che la contraddistingue: la ricerca della verità scovata tra segreti nascosti nelle pieghe più intrinseche dell’indagine. Egli è sempre stato affascinato dalle inchieste, dagli approfondimenti, dallo scrutare con occhio scientifico i moventi delle azioni e dei comportamenti umani. Il lato oscuro del cuore è ospitato da Einaudi nella collana più prestigiosa, perchè non è un semplice romanzo. Leggere Augias non è accontentarsi di una storia, non è inseguire avidamente la fine di un racconto ma è fare un viaggio: aprire la mente alle discipline classiche, alla storia, all’antichità, alla letteratura, alla scienza.

La trama

Ambientato nella periferia di una moderna città, il racconto noir ha come sfondo la vita di una normale famiglia. Clara, laureata in psicoanalisi e aspirante psicoterapeuta, ambisce ad un dottorato all’estero, nel frattempo comincia a cercare un lavoro con cui mantenersi. Presto si rende conto che la sua preparazione e i suoi studi non sono proprio adatti alle richieste del mercato del lavoro. La sua è una famiglia tradizionale, con addirittura la nonna Assuntina che vive in casa con loro e si sostituisce alla madre morta di parto. Il padre Lorenzo, pensionato, è sulla soglia della depressione, rivede la sua vita, convincendosi di non aver mai vissuto veramente e di aver partecipato ad ogni esperienza mantendosi ai margini. Il fratello Luigi, non portato per gli studi, decide di aprire un bar in un quartiere in cui è meglio non porsi troppe domande sui clienti; snobbato un po’ dalla famiglia perchè ha scelto un mestiere di serie B che non richiede troppa applicazione, conquista l’apprezzamento della stessa Clara che rivede il suo giudizio quando il fratello riesce a trovare la giusta soluzione in momenti di difficoltà. La vita di Clara interseca per caso quella di Wanda, una donna dall’esistenza ambigua, complicata, spaventata. Sospettata di essere coinvolta in qualche modo nell’omicidio del marito, viene sospinta dal suo avvocato verso Clara con l’intento di ricavare qualche informazione utile dalle sedute psicoterapeutiche. Clara si trova così a scontrarsi con un caso vero, esistente e vivo in cui tutte le casistiche riportate dai manuali, così profondamente studiati, vanno applicate ed adattate. La sicurezza data dagli studi dogmatici sulla psicanalisi troverà applicazione nella pratica delle sedute? L’interesse degli studi di Clara si concentra sul tema delle donne manipolate ed offese. Facendo sua la frase di Karen Blixen “Ogni pena può essere sopportata se la si narra o se ne fa una storia“, Clara riesce a tirar fuori da Wanda il suo passato, attraversando momenti di paura, di angoscia e abbandono. Ma lei è sempre tormentata dal dubbio di essere all’altezza della situazione e riuscire nel suo lavoro sperimentale. Nel romanzo ci sono interi passaggi dedicati alla storia della psicanalisi o meglio agli anni in cui si muovevano i primi passi di ricerca e di studio dell’inconscio. Le lezioni parigine di Jean-Martin Charcot erano affollatissime perchè egli riusciva ad entrare nell’inconscio femminile in maniera anatomica, come si entra nell’organismo. Le isteriche, le ipnotizzate, le sonnambule, donne analizzate in pubblico, a cui anche i signori e le signore della borghesia assistevano, erano le prime cavie per scoprire “la linea di confine della ragione, la terra di nessuno, dove cominciano i comportamenti incomprensibili, non ancora follia, non più ragionevolezza“. Le patologie femminili legate a improvvisi sbalzi di umore, stati depressivi, disturbi psichici vengono identificate col nome di Isteria, derivante dal greco Hystéra cioè utero, legati imprescindibilmente alla donna. Le donne della storia della psicanalisi e della letteratura ad essa ispirata come Bertha Pappenheim, Dora, Sabina Spielrein o la Signorina Else di Schnitzler sono richiamate a confrontarsi con le protagoniste del romanzo: Clara, Wanda, Deborah e il personaggio minore Melania. Supereranno la loro condizione di umiliazione, violenza e infelicità angosciante? Quanto in realtà desiderano uscire dalla loro situazione?

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La critica

Il lato oscuro del cuore va letto con dedizione. Non è un classico giallo che si legge per conoscere d’un fiato il finale. Non ci sono colpi di scena, la storia si svolge con i dovuti passi. La narrazione è un pretesto per affrontare riflessioni e approfondimenti di natura psicoanalitica e sociale, è cucita addosso alle storie di cui sono pieni ogni giorno i giornali. I ruoli femminili, le vite incomprese, gli espedienti lavorativi cui spesso ci si piega per compiacere, i rapporti matrimoniali basati sull’indifferenza, le soluzioni estreme sono temi profondi, dipanati con sapiente abilità stilistica, che invitano alla riflessione. La cronaca ci sottopone ogni giorno nuovi episodi di violenza inaudita e improbabile, ma che è spesso l’iceberg di vite passate a non ascoltarsi, a non vedere, a non andare oltre la quotidianità dell’apparenza. Scandagliare l’animo umano è cercare la verità. Conoscere se stessi per affrontare la vita è un dovere che l’uomo ha verso se stesso. Un dovere intellettuale e psicologico per vivere in equilibrio la propria esistenza. Il romanzo è una storia ad incastri, presentata con mano sicura, in cui il personaggio principale Clara è la forza centripeta degli altri personaggi comprimari. Sono personaggi che entrano pian piano nel cuore a cui ci si affeziona e di cui si vogliono conoscere le sorti fino in fondo perchè sono reali, appartengono al nostro quotidiano e al vissuto dei lettori. Una storia per conoscere e per conoscersi.

Annalisa Andriani
azandriani@gmail.com
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Autore: Annalisa Andriani

Suono da più di vent’anni nell’Orchestra Sinfonica di Bari e insegno Violino dal 1994 con il Metodo Suzuki per bambini dai 3 anni in poi. Lettrice appassionata sono contenta di aver passato ai miei figli l’amore per i libri.

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