Il Combattente di Gian Paolo Zoni

il combattente recensioneIl Combattente è il romanzo di esordio di Gian Paolo Zoni. Nella brevissima lettera di presentazione Zoni mi scrive che il suo testo, pubblicato con la casa editrice & MyBook, rientra nella categoria horror, ma lui preferisce definirlo un fantasy religioso. Confesso che di entrambe le categorie ho letto molto poco. Il cinema mi ha talvolta avvicinato a tali generi, ma si è trattato di eventi sporadici e molto rari, e questo perché i suddetti non mi appassionano, anzi mi spaventano, a dire il vero mi terrorizzano letteralmente. Tanto per diletto quanto per studio sono solita leggere di notte e a letto, per una serie di motivi che non spiegherò per non tediare chi sta leggendo.

Bene, ho letto questo romanzo solo di giorno e sempre alla luce del sole. Al calare della sera prontamente lo riponevo in un cassetto e lì lo lasciavo fino alla luce del giorno seguente. Più volte nel procedere della lettura ho pensato di comunicare alla redazione la mia resa, ma la mia testardaggine, che tanta parte occupa nelle mie scelte personali,  mi ha spinto a proseguire e a impormi di leggere fino in fondo l’opera prima di questo quarantanovenne di Varese. E proprio tra Varese e Piacenza è ambientato Il Combattente.

La trama

Angelo Peroni vive a Piacenza con i suoi genitori, Carlo e Sara. Sara è una ex manager che ha lasciato il lavoro per dedicarsi a questo figlio arrivato un po’ in ritardo, che da sei anni a questa parte le riempie la vita con i suoi riccioli biondi e la sua risata cristallina: angelo di nome e di fatto. La famigliola vive in una grande casa padronale circondata da un immenso giardino, ed è proprio in questo piccolo Eden che ha inizio la tragedia. Carlo si accorge che qualcosa non va nel suo bambino.

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Scese dall’albero, più lentamente stavolta, come un bambino di quella età dovrebbe fare, e a piccoli balzi arrivò in casa. Io rimasi in libreria, il sudore mi scendeva dalla fronte, bagnava le sopracciglia e mi bruciava gli occhi. Avevo la prova inconfutabile che a mio figlio stava accadendo qualcosa di orribile. Già allora sapevo dentro di me che non era materiale per psichiatri e neurologi, sapevo già allora quello che so adesso.

“Possessione”, interloquì il prete.

 

Angelo Peroni ha solo sei anni ed è posseduto dal demonio. Carlo decide di rivolgersi a Don Francesco, il parroco della piccola chiesa di San Giacomo. Don Francesco è il primo a constatare che le forze del Male si sono impossessate del corpicino del bimbo. Decide prima di rivolgersi a Padre Gianni, esperto in materia, e poi di dare inizio alla prassi necessaria per poter richiedere l’intervento di un esorcista. Intanto a Varese anche Nicoletta, una bambina di soli quattro anni, è vittima di una possessione.

Ciò che accomuna Angelo e Nicoletta è una richiesta: durante le loro trasfigurazioni, infatti, entrambi chiedono del “Combattente”. Sarà lui, l’ultimo di una schiera di angeli decaduti, a chiudere il cerchio del male e a mettere fine alla sofferenza dei due bambini e delle loro famiglie.

La critica

Gian Paolo Zoni con Il Combattente riporta alla nostra attenzione l’esistenza di un mondo che seppur testimoniato nel Credo è oggetto di scetticismo e perfino di scherno. La nostra realtà, tutta moderna, ci impone di discostarci da esso, di metterlo in dubbio fino a rinnegarlo. Zoni ci proietta in una dimensione invisibile e ci fa incontrare entità maligne che sembrano non lasciare scampo. Ci pone faccia a faccia con la più spaventosa delle nostre paure: Il Male che si avventa su ciò che è più indifeso, su ciò che ci è più caro, i nostri figli, il nostro futuro.

Il racconto di Zoni per il resto è tutto in rima con l’argomento: scene ricche di violenza anche verbale, corpi che volteggiano, stanze in cui scende improvvisamente il gelo, riti truculenti infarciti di atti e gesti blasfemi, di formule in latino e versi onomatopeici. Il testo è attraversato da una sottile e persistente ansia, tipica dell’emergente che vuole portare in fretta il lettore verso il “suo” finale, e come un fiume che corre verso il mare egli lascia lungo il percorso detriti di materiale narrativo irrisolto. Il racconto termina con un finale molto “fantasy” e un epilogo piuttosto prevedibile, ma molto denso e toccante.

Il racconto di Zoni è il compendio di una storia che si ripete da millenni: la Vita che esige la Vita per continuare ad esistere e Il Combattente, alias Mauro Speri, moderno Gesù nostrano, ci dimostra ancora una volta che solo con  l’accettazione volontaria del proprio destino la luce del Bene può trionfare sulle tenebre del peccato e del Male.

Il Combattente di Gian Paolo Zoni è disponibile per l’acquisto sul sito della casa editrice &Mybook.

Autore: nancy di martino

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