Villa del Casale di Piazza Armerina. Le lucerne degli scavi gentili

Villa del casale di Piazza ArmerinaVilla del Casale di Piazza Armerina. Le lucerne degli scavi gentili è un saggio di grande valore scientifico riservato ad un pubblico “addetto ai lavori”. Si compone di una Introduzione generale e di un’Introduzione storica settoriale; a queste fa seguito un ricco repertorio di Illustrazioni ed un Catalogo riportante le schede delle 302 lucerne ritrovate ed esaminate; tale sezione occupa circa 180 pagine dell’intero volume, ciò ad indicare la precisione e la estrema scientificità dell’opera. Concludono il lavoro una Scheda conclusiva ed un’Appendice bibliografica. Lo studio è dedicato all’esame, catalogazione ed archiviazione delle lucerne rinvenute in Piazza Armerina: esse sarebbero riconducibili alla categorie delle lucerne africane e documenterebbero, in accordo con studi storici ed archeologici, i contatti con la Villa tardo-antica del Casale con le province africane, confermando l’esistenza di intensi scambi commerciali tra le due aree. Lo scopo dell’opera è quello di fare luce sulla storia di questo territorio dal II  secolo D. C. fino al XIII secolo. Gli esemplari esaminati sono confrontabili con tutti gli altri rinvenuti nell’intera isola, ed offrono una chiara prova del quadro suggerito dalla ricostruzione delle dinamiche insediative, per questa particolare area della Sicilia centrale, confermata dalla convergenza di dati storici ed archeologici. Ad esempio, il ritrovamento di numerose lucerne africane attesta la presenza di contatti intensi e continuati fra la Villa tardo-antica con alcune province africane, così come sarebbe possibile ricostruire, con il conforto dei dati emersi dai ritrovamenti, fasi di vita del complesso residenziale e di tutta l’area in età bizantina e nell’età successiva. Ulteriori conferme derivano dalla marcata concentrazione di lucerne, databili all’undicesimo secolo, che assegnerebbero a quest’area un ruolo privilegiato e documentato dalle fonti storiche riguardanti il territorio di Piazza, al centro della lotta tra baroni lombardi e sovrani normanni, fino al definitivo abbandono dell’insediamento, databile nella prima metà del dodicesimo secolo. La ricerca prevede ulteriori studi ed approfondimenti soprattutto allo scopo di colmare le lacune dovute all’assenza di dati stratigrafici: la revisione dei contesti di appartenenza delle lucerne e l’inquadramento crono-tipologico degli esemplari datati per confronto, potranno certamente contribuire alla ricostruzione delle fasi di vita di questo complesso residenziale ,osservatorio privilegiato della circolazione delle merci nella Sicilia centro-meridionale e dei flussi commerciali ed economici di questo territorio, nel lungo periodo compreso tra l’età tardo-antica e l’organizzazione feudale cui segue la conquista normanna dell’isola ed il progressivo consolidarsi del Regnum. Ogni esemplare schedato viene corredato da documentazione fotografica accompagnata dai disegni dei reperti a scopo esemplificativo per ciascuna tipologia individuata, rendendo così più agevole la consultazione dell’ampio catalogo; particolarmente esaustivo il commento riguardante gli elementi decorativi presenti in molti dei casi esaminati.

LEGGI ANCHE:  Intervista a Giannandrea Mencini su Fino all'ultima pietra

 

Note sull’autore

Daniela Patti si è laureata in Lettere classiche ed ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca presso l’Università degli Studi di Catania. È ricercatore di Archeologia Cristiana e Medievale presso l’Università ennese. Attualmente è impegnata nello studio dei santuari cristiani nell’ambito di un progetto di ricerca finanziato dal MIUR in qualità di responsabile dell’unità di ricerca locale dell’Università Kore di Enna. Ha partecipato e dato personali contributi in Atti di convegni e riviste specializzate, oltre ad aver pubblicato diversi volumi monografici sul territorio ennese. Collabora a progetti di ricerca dell’Officina di Studi Medievali ed è redattore di “Mediaeval Sophia“.

Scheda tecnica

Autore: Ida Tortora

Sono affetta da “libridine compulsiva”. Per questo male, dall’eziologia ancora ignota, non esistono rimedi efficaci. È in fase di sperimentazione una nuova terapia che unisce alla lettura la stesura di recensioni di alcuni dei libri letti. Ho accettato di fare da cavia, ma ho notato solo un peggioramento dei sintomi e degli effetti secondari.

Condividi Questo Post Su

Pin It on Pinterest