I Barbari. Saggio sulla mutazione di Alessandro Baricco

saggio bariccoUn po’ strana la genesi di questo libro di Baricco, almeno a sentire l’autore. Innanzitutto, I Barbari (edito da Feltrinelli) è un saggio. Anzi, per essere precisi, un saggio sulla mutazione: e scoprire cosa sta mutando, in che modo e per quale motivo, è l’obiettivo delle 213 pagine in cui si snocciola il Baricco–pensiero.

Uscito a puntate nel 2006 su La Repubblica, e poi raccolto in volume, vuole essere una riflessione in divenire, buttata giù quasi di getto: una riflessione su un mondo che cambia più velocemente di quanto siamo in grado di comprendere a prima vista, rischiando inevitabilmente di sfuggirci di mano: i barbari, proprio loro, ne sono la prima avvisaglia.

 

Le branche dietro le orecchie

«Tutti a sentire, nell’aria, un’incomprensibile apocalisse imminente; e, ovunque, questa voce che corre: stanno arrivando i barbari». Sì, perché i barbari sono già qui. Rappresentano il cambiamento, la rottura con la tradizione, la «trasvalutazione di tutti i valori», per dirla con Nietzsche. Sono quelli che respirano con le branchie dietro le orecchie, che ci appaiono strani e pericolosi, che rovesciano la tradizione in nome del nuovo; che abbandonano i libri, la cultura in senso forte e il Chianti d’annata (ebbene sì, anche il Chianti avrà una parte importante nell’economia del libro) per la foresta dell’ipertesto, i reality show e i panini di McDonald’s.

Qualcosa sta cambiando: loro sono il risultato della mutazione, o l’antipasto dell’evoluzione. Baricco vuole studiarli, analizzarne le motivazioni, e soprattutto comprendere il senso del cambiamento. Per capire come mai la cultura romantica su cui, fino a qualche decennio fa, si è avvitata la civiltà occidentale, sta perdendo il passo rispetto all’incalzare della nuova forma mentis dei nostri tempi.

E per farlo bisogna passare attraverso il vino, i libri, il calcio e la Nona di Beethoven. Senza dimenticare (ed è questo uno degli spunti più interessanti del libro: peccato che non venga approfondito e non trovi lo spazio di discussione che meriterebbe ndr) che anche quella civiltà è (era?) il risultato di un’invasione barbarica. Beethoven era uno dei barbari, in fin dei conti.

 

Dal vino d’annata alla Muraglia Cinese 

Dal tono della presentazione avrete capito che I Barbari è tutto tranne che un saggio accademico. In questo senso, l’obiettivo di Baricco è raggiunto a pieni voti: lo stile è colloquiale, gradevole, ironico e suggestivo. Leggerlo, da questo punto di vista, è un piacere.

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Purtroppo lo stesso non si può dire per il livello generale dell’argomentazione: si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad una galleria delle curiosità travestita da British Museum. Il tema del libro è interessante: proprio per questo una carrellata di aneddoti a volte bizzarri, di citazioni colte e tesi di fondo non sempre condivisibili, confezionati con una prosa accattivante e furbesca, non è abbastanza. Il tutto non soddisfa: si arriva alla fine sicuri di aver colto un’idea di fondo, di aver inquadrato il problema ed il punto di vista generale dell’autore: ma mancano i dettagli, la definizione dell’insieme e l’esposizione chiara di quest’idea.Baricco parla sempre per metafore: accattivanti, ma fin troppo spesso vuote.

Non vi sto sconsigliando di leggere I Barbari: la lettura non annoia, e il libro è attraversato da buoni spunti per riflettere sul valore della cultura e sui percorsi di senso che ogni civiltà si costruisce per orientarsi nel mondo. E, soprattutto, su come la mutazione, se compresa, possa essere una risorsa. Evitando di rifugiarsi dietro la muraglia di una cultura a senso unico.

I Barbari. Un saggio sulla mutazione è disponibile per l’acquisto su Ibs a 7,22 euro.

I libri di Alessandro Baricco

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Autore: Stefano Pipi

Classe 1988, una laurea in Filosofia e una lista interminabile di libri da leggere. Entrato nel team di RecensioniLibri.org un po’ per gioco, un po’ per passione, adesso mi scervello ogni mese per decidere di quale libro parlare e per cercare di rispettare le scadenze. Da grande, forse, cercherò di fare lo scrittore.

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1 Commento

  1. Libro inutile,presuntuoso e inutile come il suo autore.Baricco è uno scrittore…no no non ci riesco è uno bravissimo a promuoversi.
    Lo vedi sempre li seduto nei salotti televisivi con quel capello ben curato e quel viso che non è stato toccato dai segni del tempo,se c’è un motivo per invidiare questo signore è proprio il suo aspetto.
    Baricco esteticamente è un figo,per essere arrivato così alla sua età non deve aver faticato tanto nella vita.
    E d’altra parte il peggior esponente dell’ultima generazione garantita come poteva portare nel viso i segni di chi la fatica la fa per conquistarsi un futuro?
    Noi barbari,quelli che baricco attacca nel suo saggetto di merda siamo quelli che per lavorare abbiamo dovuto fare le valige e andare via dall’italietta cafona volgare e barbara che proprio baricco con i suoi romanzetti mediocri ha contribuito a creare.
    E intanto scrittori veri come Eraldo Baldini,Grazia Verasani rimarranno sempre fuori dai giri che contano e dalle librerie degli ignorantelli che leggono e soprattutto amano baricco.

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