La congiura dello speziale di M. Santomauro

Speziale okMauro Santomauro è un farmacista dalla dote raffinata e poco comune di saper evocare con l’arte dello scrivere.

Ne La congiura dello speziale suo romanzo d’esordio, non si limita unicamente a riportare e descrivere, ma arricchisce il racconto con approfondimenti storici e curiosità tipici di chi nutre sincera passione per il proprio mestiere, quasi che il romanzo e le sue trame siano delle scuse non banali per raccontare con amore un pezzo importante della propria vita.

Diversi sono i protagonisti di questo noir di ampio respiro: Venezia – con le sue botteghe ed i suoi bacari – la spezieria “All’insegna della Vecchia e del Cedro Imperiale”, una delle più antiche farmacie della Serenissima; ma protagonista indiscussa è un’arte che si è persa nel tempo ed a cui l’autore è particolarmente legato. Si tratta dell’arte dello speziale, che grazie alla conoscenza delle proprietà di erbe, spezie ed oli essenziali è in grado di preparare unguenti e tinture per la cura dei mali.

Trama

Il romanzo trasuda storia fin dall’incipit ed introduce il lettore in un’epoca ed in un luogo ben definiti: siamo a Venezia ed è il 4 dicembre 1537, data a cui si fa risalire la nascita dell’antica spezieria, di cui lo stesso Santomauro è stato titolare.

Con delicato equilibrio, Santomauro traccia un raffinato legame tra storia e fantasia: immagina che Lodovico [il primo spezier] quel giorno avesse attraversato mercati e vicoli per incontrare “allo scoccare di mezzogiorno N.H. Domenico Bembo con il quale avrebbe stipulato, davanti al notaro Candiani, il contratto di affitto per dei locali in San Luca” e che fosse molto più eccitato dall’idea di incontrare successivamente Veronica, una nuova meretrice del Ponte delle Tette, che non dal buon prezzo strappato per l’affitto dei locali della sua futura spezieria.

Una volta collocata temporalmente la nascita della spezieria, Santomauro riporta il lettore nel nuovo millennio, per una nuova corsa che parte dalla stazione Termini, con destinazione Venezia, dove la giornalista Fedora Milano deve intervistare Niccolò Bellavitiis, attuale titolare della farmacia “Vecchia e del Cedro Imperiale”, sulle ragioni che lo abbiano spinto a non accettare il trasferimento in terraferma, pur di rimanere ancorato alla sua Venezia, per quanto decadente e ben lontana dagli onori di un tempo.

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TheriacaPer voce di Bellavitiis e senza pedanteria Santomauro riesce a riportare il lettore in un’atmosfera fuori dal tempo ed attirarlo personalmente nella maglia del racconto, indicandogli i personaggi illustri che hanno attraversato le porte di quest’antica spezieria ed invitandolo ad “ammirare gli splendidi arredi, i vasi raffinati che contenevano le droghe e le piante medicinali, i massicci e cesellati mortai con i quali gli speziali davano vita ai loro esoterici medicamenti”, tra cui la theriaca, un potente antidoto contro i veleni a cui venivano attribuite molteplici proprietà curative, quasi fosse una sorta di panacea contro ogni male.

Gli eventi coinvolgono in prima persona Fedora e la vedono protagonista suo malgrado della morte di uno dei personaggi secondari del romanzo, che la costringe a restare a Venezia qualche giorno in più del previsto.

I toni del libro si fanno più cupi ed instillano dubbi e curiosità nel lettore, per spingerlo a rintracciare i vari tasselli a completamento di un puzzle alquanto surreale.

Lo stile netto ed ironico mantiene costante l’attenzione del lettore e gli trasmette una sorta di nostalgia verso il finire, quasi non si volessero abbandonare i personaggi ed i luoghi conosciuti,

Un bel libro, indubbiamente: La congiura dello speziale è edito da Libromania, per ora in formato ebook è disponibile sul sito di  Feltrinelli ad € 3.99

Per conoscere Mauro Santomauro: invito all’intervista.

Autore: Monica Pintozzi

Come controller, ho appreso che i numeri contano solo se li sai analizzare, come lettrice che le parole contano solo se le sai utilizzare. Maniaca del dettaglio, pretendo che il libro rispetti lettore e sintassi; ignoro volentieri testi pieni di parole e concessioni dal sapor di refuso. Il libro è regalo per me non per l’autore.

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