American Gods, gli dèi ai nostri tempi secondo Gaiman

american gods recensioneShadow è un tipo grande e grosso, ma tranquillo e di poche parole. Sta scontando tre anni di prigione per una rissa, ma il giorno della scarcerazione viene a sapere che sua moglie e il suo migliore amico sono morti in un incidente d’auto. Shadow non ha più un lavoro, né un posto in cui stare, ed ha perduto l’amore della sua vita. All’uscita della prigione incontra un bizzarro ed inquietante sconosciuto. Si fa chiamare Wednesday, ed offre a Shadow un lavoro come sua guardia del corpo. Ed è così, con un incipit che ondeggia fra il dramma e la farsa, che inizia il viaggio di American Gods, di Neil Gaiman (Oscar Mondadori, 523 pagine).

Perché Wednesday, in realtà, è un dio. Uno dei tanti che affollano l’America, portati nel Nuovo Mondo, fin dall’alba dei tempi, dalla fede dei coloni, e che ora sopravvivono mischiandosi ai normali esseri umani. Shadow (ed il lettore assieme a lui) attraverserà gli Stati Uniti scoprendo il mondo sotterraneo delle divinità americane, e si troverà al centro di una guerra per la sopravvivenza fra i vecchi ed i nuovi dèi.

Divinità umane

La narrativa di Gaiman (che nasce come sceneggiatore di fumetti ed ha al suo attivo anche un bel po’ di libri per ragazzi) è costellata da personaggi immaginari, da mostri, divinità e fantasmi, da entità fantastiche ed oniriche, di mondi segreti che si nascondono sotto gli occhi di tutti, di vicende bizzarre e surreali attraversate da una vena di nostalgica amarezza. E American Gods non fa eccezione. È un romanzo che contiene tutti gli elementi cari al suo autore, che gioca in maniera interessante con le divinità di tutto il mondo calandole in un contesto molto diverso da quello della religione o della mitologia. Gli dèi sono degli isolati, degli emarginati, costretti a lavori umilianti per sopravvivere, a volte truffatori, a volte semplicemente pazzi, ma sempre intimamente infelici e nostalgici della loro passata grandezza, costretti ad abitare in un mondo che li ha dimenticati e in cui non hanno più posto. Il Pantheon di American Gods è il fac-simile dell’umanità povera e disadattata della periferia americana, fatta di minoranze e di cittadine di provincia.

Gaiman intervalla la vicenda principale con diverse sottotrame, alcune completamente staccate dalla storia di Shadow e Wednesday, altre col solo scopo di descrivere questa o quella divinità particolare. Certo, a volte si ha una certa impressione di dispersività, ma la lettura è sempre piacevole: il punto forte di American Gods non sta nella trama, per quanto interessante (e con “finale” a sorpresa) ma nell’atmosfera generale. Non aspettatevi una vicenda ricca di azione e di magie spettacolari: American Gods non è quel tipo di fantasy.

Il romanzo di Gaiman è essenzialmente il racconto di un viaggio compiuto dal protagonista alla scoperta di un mondo a cavallo fra realtà e immaginazione. Un viaggio dai toni onirici e a volte amari, basato su un’idea di fondo molto affascinante. Gli dèi di Gaiman devono la loro esistenza alla fantasia umana: sarà per questo che in American Gods sono personaggi così veri e così, paradossalmente, “umani.

American Gods è disponibile per l’acquisto su Ibs a 9,35 euro.

Autore: Stefano Pipi

Classe 1988, una laurea in Filosofia e una lista interminabile di libri da leggere. Entrato nel team di RecensioniLibri.org un po’ per gioco, un po’ per passione, adesso mi scervello ogni mese per decidere di quale libro parlare e per cercare di rispettare le scadenze. Da grande, forse, cercherò di fare lo scrittore.

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