La piramide di fango di Andrea Camilleri, il ritorno di Montalbano

la piramide di fango camilleriUsciva nel 1994 la prima avventura del commissario Montalbano, ve lo ricordate? La forma dell’acqua si chiamava. Quasi una scommessa, anzi no, una vera e propria scommessa: Camilleri sceglie di scrivere nel suo idioma natio, il siciliano, e racconta così del commissario e delle sue avventure. Scommessa vinta alla grande direi. Sono seguiti 28 libri (più qualche raccolta) e una serie televisiva con Luca Zingaretti come protagonista (che impersona esattamente ciò che ho sempre immaginato leggendo le pagine di Camilleri, anche se, come scrive Camilleri stesso, Zingaretti è completamente calvo, mentre Montalbano ha “capelli da vendere”).

A vent’anni di distanza ecco che vien fuori il ventinovesimo: Una piramide di fango (vogliamo vedere una certa assonanza logica con il titolo del primo libro??). Dopo aver fatto amicizia con il vernacolo scorre meravigliosamente bene. È come seguire un vecchio amico: senti i profumi della sua cucina, vedi il mare dal suo balcone, ne segui i cambiamenti di umori e cominci anche a renderti conto dell’età che avanza  e di come il nostro amato protagonista cominci a perdere colpi. Sì, attenzione però, forse l’udito e la vista non sono più quelli di una volta, ma l’intuito, ah no… quello è sempre lo stesso.

La trama

Nel cuore della notte viene disturbato perché in un cantiere edile viene trovato un cadavere, che in breve tempo viene associato al ragioniere che segue i conti dell’impresa stessa: Giuseppe Nicotra. Il pover’uomo era sposato con una bella ed avvenente giovane donna tedesca che aveva più di un amante al suo novero, e che risulta essere scomparsa. Ospite segreto della loro casa un fantomatico zio della moglie, scomparso anch’egli. Tutto lascia pensare ad un delitto passionale, anzi qualcuno cerca proprio, con l’aiuto di un giornalista (famoso tra l’altro per non essere proprio un fan del commissario), di montare una vera e propria storia avente la gelosia come movente. Ma qualcosa non torna, tutto sembra chiaro, ma più di un particolare fa a pugni con le ricostruzioni vendute dai notiziari locali.

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L’attenzione e il fiuto di Montalbano, come sempre sostenuto dall’insostituibile Fazio e dal vice Augello, la sua caparbietà e anche quel po’ di incoscienza che lo contraddistingue (o forse sarebbe meglio se dicessi coraggio?) porteranno la verità in superficie, fuori da quella piramide di fango che non caratterizza solo il posto in cui è stato rinvenuto il povero Nicotra, ma anche (e forse maggiormente) la società in cui viviamo.

Ovviamente non è il primo “Montalbano” che leggo ma, meno ovviamente, rimango stupita tutte le volte: è incredibile come le sue storie siano sempre fresche e innovative. Come la drammaticità degli eventi si fonda straordinariamente bene con le stramberie e le frivolezze di tutti i giorni. Tra un cadavere e l’altro ti ritrovi anche a sorridere e magari a desiderare di avere in ufficio con te uno come Catarella (l’affidabile imbranato, semplice e simpatico). Sicuramente fa tutto parte dello stile e del metodo Camilleri.. a proposito di metodo: ci avete mai fatto caso che i libri di Montalbano hanno tutti lo stesso numero di capitoli (esattamente 18)? Secondo voi è una coincidenza??

La piramide di fango (pubblicato da Sellerio, 261 pagine) è disponibile per l’acquisto su Ibs a 11,90 euro; in formato elettronico a 9,99 euro.

Ah, non dimenticate di leggere anche le altre recensioni delle opere di Camilleri! Eccone qualcuna:

Qual è il vostro preferito?

Autore: Egidia Lentini

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