Gli amanti di vico San Severino, delitti fra i vicoli di Napoli

Un romanzo entusiasmante, di una napoletanità totale, travolgente, intelligente. Alla Eduardo, leggera e mai greve, ricca di una maturità che viene da secoli di civiltà cittadina. Napoli è una capitale, Napoli è storia. Tanta storia, anche questa storia, che comincia nel 37 a.C. e finisce nel 2006, passando per il 1943. Romani, Parti, Ebrei, Tedeschi, oltre ai partenopei naturalmente e ad un commissario. Di cognome fa Renzi, ma non è fiorentino e tanto meno premier, è un funzionario di polizia, milanese.

Del resto, nel romanzo d’esordio di Nicola Manzò, Gli amanti di Vico San Severino (novità TEA, 326 pagine 13 euro), parecchio non è affatto quello che sembra. Pierino, il ragazzo del barbiere, ha settant’anni. Enza la Ribelle è un uomo, Vincenzo Mazzella, transgender. E Internos non è Internet, sebbene sia pur sempre una rete, dei vicoli, con tanto di motore di ricerca, Gùgol, il più veloce: è Tatillo ‘o scartellato, il gobbo, il tabaccaio. “Mò chiedo in giro e v’o faccio sapè”.

Il fatto è che Napoli è la città della contraddizione, del tutto e del contrario di tutto, assicura Manzò, quartiere Stella, a un tiro dalla casa di Totò, architetto mancato ma artista, scenografo, poeta, autore di teatro. E nelle sue pagine questo contrasto ci sta per intero. La gente è comunicativa, cordiale, passa dal voi al lei come se niente fosse e racconta volentieri la storia minuta di Napoli ai forestieri. Però, mai fermarsi alle apparenze.

Il romanzo registra fedelmente questa dicotomia (ai napoletani piacciono le parole “alte”). C’è una falesia sulla costa di Minturno che non per niente è una parete scoscesa. Una grotta, sia pure in Aspromonte, che non è una caverna o non solo, quanto meno. Ci sono anche persone che si direbbero per bene ma non lo risultano affatto. Un dissidente del regime hitleriano che si rivela tutt’altro che anti e molto nazista. Perfino un gufo impagliato, Cirillo, che invece è un rapace vivo. Non manca un assassino perfetto, brutto, cattivo, di pessimo carattere, ma che non può essere il colpevole. Perchè questo è un giallo e di “cadaveri uccisi”, come dicono nei vicoli, ne ha quanti se ne vogliono. Napoli è sempre luci ed ombre, bianco e nero, una città piena di vita ma con una secolare cultura della morte.

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Per tante cose e persone che non sono quello che sembrano essere, la signora Chiatto, invece, fa fede al suo cognome. È obesa ed è quella che per recuperare una gatta esploratrice ha scoperto il primo delitto. Duplice: due corpi squartati, riassume brutalmente il loquace portinaio. Una è la signorina di Domenico, l’infermiera che abita al secondo piano (palazzo senza ascensore, scalone da titani, affrontare i gradini è un’impresa, più che salire vanno scalati). Supina sul letto, brutalmente picchiata, il ventre squarciato dall’inguine allo sterno. Accanto a lei un uomo altrettanto nudo. Evirato. Sangue dappertutto.

E che ci vuole. Un delitto passionale. Lei era una brava ragazza, fidanzata a Pasquale Ferrara, portantino di una ditta privata di ambulanze. Forse si era stancata dei modi di quel malamente, si era innamorata di un altro e quella canaglia, allora… infatti è scomparso. Ma il movente passionale salta: la vittima massacrata insieme alla povera Francesca, uno molto alto, con le mani legate dietro la schiena, è il fratello, giardiniere-custode di una villa a Firenze.

Mentre il commissario si inserisce sempre di più di questa città solare/crepuscolare, l’indagine procede, con la collaborazione volenterosa ma, allo stesso tempo, l’ostacolo involontario di tante nuove conoscenze. Su tutti il barbiere, Ettore Montesomma, interprete dal vernacolo all’italiano e autentica guida virgiliana del dott. Renzi in una Napoli tra Inferno e Paradiso. Di Pierino e Tatillo si è detto. Ci sono anche la bella Mirella Lauro, bravissima cronista del Mattino e la corale, straordinaria e colorata umanità dei Decumani, intorno al Commissariato San Lorenzo, nei Quartieri.È ‘o vero che hanno ucciso a due cadaveri?

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Gli amanti di vico San Severino. I delitti del barbiere è disponibile per l’acquisto su Ibs a 9,75 euro.

Autore: EffeElle

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