Speciale Premio Strega 2014, conosciamo gli autori

Con il lancio del nostro Speciale Premio Strega 2014 di RecensioniLibri.org, ve li abbiamo già presentati sommariamente, ma adesso ve li vogliamo presentare uno per uno.

Si tratta di cinque personaggi tra i quali troviamo sia nomi già conosciuti al grande pubblico, come Francesco Piccolo, sia nomi meno conosciuti , come Antonella Cilento. Eppure, tra qualche giorno uno di loro diventerà lo scrittore dell’anno, per cui vale la pena saperne di più su chi sono e quale sia il background dal quale provengono.

ph by letteratura.rai.it

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Giuseppe Catozzella. Classe 1976, una laurea in filosofia e cinque romanzi già pubblicati alle spalle, Catozzella è il più giovane di tutti gli scrittori ancora in gara. Non dirmi che hai paura giunge per lui a collaudare una carriera già avviata, una reputazione già solida nel mondo della letteratura. Non è un caso se autori del calibro di Roberto Saviano o Erri De Luca abbiano pubblicamente manifestato attestazioni di stima nei suoi confronti! Sicuramente la stoffa c’è, e i 57 voti guadagnati tra la giuria di questo Premio Strega 2014, così come la vittoria nella categoria Giovani, lo dimostrano. Vedremo se saprà imporsi sui suoi colleghi più “navigati” con i quali condivide la grande emozione della finalissima.

ph by lastampa.it

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Antonio Scurati. Docente e ricercatore nell’ambito della comunicazione, si potrebbe dire che Scurati abbia già una certa esperienza con le parole. Ed effettivamente i premi che ha ricevuto finora lo confermano: primo fra tutti, il prestigioso Premio Campiello nel 2005 per il romanzo Il Sopravvissuto. Per una strana coincidenza anche lui, come Catozzella, ha una laurea in filosofia. Oggi scrive per diverse testate, tra cui La Stampa e Internazionale, per cui si può immaginare che il suo stile sia molto “giornalistico”, immediato e coinvolgente. Aspetteremo di saperne di più leggendo il suo Il Padre Infedele!

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Francesco Piccolo. Tutti i lettori più appassionati conosceranno già Francesco Piccolo per il suo Momenti di trascurabile felicità (2010). In realtà Piccolo non si dedica solo ai romanzi: è infatti lo sceneggiatore di diversi tra i film più celebri degli ultimi anni (Caos Calmo, La Prima Cosa Bella, Habemus Papam), ha scritto diverse raccolte di racconti e collabora con L’Unità, in cui tiene una propria rubrica. Attualmente insegna inoltre sceneggiatura alla Terza Università di Roma. Il desiderio di essere come tutti non è quindi un’opera che lo introduce al mondo della letteratura, anzi, il suo esser rientrato nei cinque autori finalisti del Premio Strega 2014 non è che l’ennesima conferma del suo talento narrativo.

ph by rainews.it

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Francesco Pecoraro. Sicuramente non uno degli scrittori più conosciuti al grande pubblico, eppure già definito “uno dei migliori degli ultimi 20 anni”. Non si sa molto su di lui, se non che sia nato nel 1945 e che abbia già alle spalle qualche pubblicazione. Il romanzo con cui Pecoraro partecipa al Premio Strega 2014, La vita in tempo di pace, ha per protagonista un uomo nato solo un anno dopo di lui, che di conseguenza si configura un po’ come il suo alter ego. Al momento la sua opera divide la critica, ma è vero che questo è accaduto a tantissimi romanzi scritti da autori che hanno fatto la storia. E chissà che a Pecoraro non tocchi la stessa sorte.

ph by antonellacilento.it

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Antonella Cilento. Anche lei “maestra di parole”, se così la possiamo definire. Insegna scrittura creativa dal 1993 e il suo primo premio letterario lo ha vinto con la sua tesi universitaria. Facile immaginare il livello qualitativo che la sua narrazione abbia raggiunto nel frattempo! Vive a Napoli, dove è nata e cresciuta, e di fatti la sua città ritorna spesso nelle sue opere. La Cilento Spicca all’interno della rosa dei cinque finalisti del Premio Strega 2014 perché è l’unica donna, e l’unica a scrivere di donne. Ce la farà la sua Lisario a sovrastare i suoi colleghi maschi, conquistando la sensibilità della giuria del premio letterario più ambito?

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Autore: Caterina Geraci

Leggo da sempre, leggo dovunque, leggo perché ritengo che vivere una sola vita sia tremendamente noioso. Soprattutto se quella vita la vivi in un paesino in provincia di Palermo. Per fortuna viaggio tanto, e non solo con la mente. Ah, dimenticavo: sono molto poco brava a descrivermi in poche righe; ma questo si era capito, no?

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