Matteo Freddi, autore di Finchè morte non ci riunirà

INTERVISTA A MATTEO FREDDI

cover libro

La cover del libro

Finché morte non ci riunirà si svolge sullo sfondo della battaglia passata alla storia come il “Grande Assedio di Malta”, la guerra che i turchi combatterono contro i maltesi ai tempi dell’imperatore Solimano. Quanto è stata casuale la scelta di questo particolare momento storico?

La scelta non è stata per nulla casuale. Da appassionato di storia medievale, ho sempre avuto una predilezione per i Cavalieri Ospitalieri, l’unico ordine nato in Terra Sanata in seguito alla prima crociata con l’obiettivo di soccorrere e aiutare i pellegrini cristiani provati dalle insidie del lungo viaggio. Solo in seguito, date le necessità, si armarono diventando anche una forza temuta dai musulmani. Con la perdita delle terre conquistate dai crociati, s’insediarono a Cipro, poi a Rodi e infine a Malta, dove furono protagonisti di un evento molto importante ma a volte dimenticato. Infatti, la famosa battaglia di Lepanto molto probabilmente non sarebbe mai avvenuta se il Grande Assedio di Malta del 1565 avesse avuto un esito diverso. Il piano del sultano Solimano il Magnifico, che condusse l’impero ottomano all’apice della sua grandezza fino  a giungere quasi alle porte di Vienna, era chiaro. Attaccare Malta per ottenere un punto sicuro dal quale organizzare l’invasione in Italia finalizzata alla conquista di Roma. Furono la devozione e il coraggio mostrati dai cavalieri durante l’assedio a convincermi di raccontare l’evento. Uno scontro nel quale settecento cavalieri, aiutati da settemila miliziani, affrontarono un esercito composto da quarantamila uomini. Gli Ospitalieri, dati per spacciati e lasciati in balia del loro destino dall’Europa intera, comandati dal gran maestro La Valette, con onore, devozione e altruismo, decisero di immolarsi per difendere la fede e le tradizioni cristiane dall’invasione turca. Ciò ovviamente voleva dire difendere anche le terre dei loro fratelli che li abbandonarono, ma questo fatto non minò le intenzioni di La Valette che organizzò la strenua resistenza.

Il suo romanzo, oltre ad avere un’impronta storica, affronta anche i temi della fede, dell’amore, dell’amicizia e dell’avventura. Che ordine di importanza assumono queste tematiche nella sua vita?

Sono convinto che la fede e l’amore, non solo dal punto di vista religioso, ma anche per quanto riguarda gli ideali e i sentimenti provati nei confronti delle persone altrui, sono le forze che più hanno inciso e che tuttora incidono sull’umanità. Spesso sono stati desideri o sogni apparentemente o razionalmente irraggiungibili a spingerci a compiere grandi imprese e scoperte, per cui sicuramente al primo posto metto l’amore. Nonostante ciò, reputo che l’amicizia non sia molto meno importante. Nella vita quotidiana o nell’inseguimento di un proprio sogno, a volte, per non dire quasi sempre, è necessario avere qualche “alleato” disposto ad aiutarti o a confortarti quotidianamente. E alla fin fine, anche se non inseguono grandi progetti o ideali, gli ostacoli di ogni giorno possono far credere di vivere in una grande avventura o di aver intrapreso una lunga crociata per ottenere ciò che si vuole o che spetta di diritto.

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Quanto tempo ha impiegato a ideare la trama della sua opera, e dopo quanto tempo le sue idee si sono concretizzate in un libro vero e proprio?

La trama è nata in me in pochissimi giorni talmente ero entusiasmato e al tempo stesso commosso dal coraggio e dalle azioni compiute dai cavalieri. Considerando però che volevo raccontare fedelmente l’evento, la vera difficoltà è stata quella di fondere gli eventi realmente accaduti con le imprese compiute dai personaggi di fantasia, per ricreare una cronologia e una tempistica credibili da far sembrare al lettore che non ci sia nulla di artefatto. E soprattutto, per far coesistere e dialogare i personaggi di fantasia con le persone che hanno vissuto realmente gli eventi in modo da non distinguere più il confine tra realtà e fantasia.

“Finché morte non ci riunirà” si presta benissimo ad un eventuale seguito. Pensa di scrivere altri romanzi in futuro?

A novembre ho pubblicato il manuale “L’arte di vincere al fantacalcio” che basa alcune sue teorie su “L’arte della guerra di Sun Tzu”. L’accostamento potrebbe sembrare fuori luogo, ma in realtà, un giocatore di fantacalcio deve predisporre una strategia gestendo le risorse finanziarie e la propria squadra come un vero stratega o condottiero se vuole avere sempre ottime speranze di successo. Inoltre ho scritto un romanzo surreale che tocca varie tematiche contemporanee come la disoccupazione e il precariato. Infine, il seguito di “Finché morte non ci riunirà” è quasi terminato, ma al momento non sono in grado di comunicare una data di pubblicazione degli ultimi due testi menzionati.

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Autore: Caterina Geraci

Leggo da sempre, leggo dovunque, leggo perché ritengo che vivere una sola vita sia tremendamente noioso. Soprattutto se quella vita la vivi in un paesino in provincia di Palermo. Per fortuna viaggio tanto, e non solo con la mente. Ah, dimenticavo: sono molto poco brava a descrivermi in poche righe; ma questo si era capito, no?

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