Tutto sulla lancia di Longino: storia leggenda mito

coverLa lancia sacra, un altro mistero, una vicenda simile alla leggenda del graal. L’antropologo torinese Massimo Centini realizza un’accessibile ricostruzione in un breve saggio per le Edizioni San Paolo, “La lancia di Longino”(144 pagine 13 euro). Se, come spiega il sottotitolo, si parla del soldato che colpi il costato di Cristo, il tema in realtà è doppio e segue un itinerario che dalla Palestina del 33 si sposta all’Europa dei secoli successivi. Da una parte, le vicende di un personaggio minore della passione sul Golgota: Longino, anonimo nei Vangeli, ma che nella letteratura successiva sarà anche Primiano o Petronio. Dall’altra quelle della sua arma, che si riempiono di contenuti esoterici e conducono alla Heilige Lanze, simbolo del potere del Sacro Romano Impero, arrivato nelle mani di Hitler.

Come spiega Centini (35 anni di ricerche sulla storia terrena di Gesù di Nazaret), l’ufficiale della Legione Fretense è una figura molto dinamica, che dopo il Calvario si rivede in Cappadocia, con estensioni agiografiche che portano a Mantova e alla mitologia germanica transitata nella mistica del Reich. Le fonti su Longino sono limitate e lasciano più di un dubbio. Va detto, però, che la sua biografia si ritrova in diversi autori. Si comincia dagli agiografi dei primi secoli dopo Cristo, che lo vollero predicatore e martire, per passare a compulsatori anonimi di atti della passione ed anche a storici cristiani come il Venerabile Beda, senza trascurare le tracce nell’epistolario di Gregorio di Nissa. L’azione riconduce nei testi evangelici a tre soggetti distinti: il centurione che riconobbe nell’uomo crocifisso il Figlio di Dio, il soldato che lo colpì al costato sulla croce e il graduato delle guardie del sepolcro. In più, ci sarebbe un altro Longino, l’ufficiale presente all’udienza concessa da Pilato a Giuseppe d’Arimatea.

Riassumendo, non è certo che si tratti di un unico personaggio; i Vangeli consentono di metterlo in relazione alla crocifissione; gli apocrifi identificano il nome e gli attribuiscono imprese; l’agiografia lo inserisce nella storia del cristianesimo come martire; le reliquie lo legano alla devozione locale, ma anche ai sentieri sotterranei dell’occultismo. Si vuole, peraltro, che oltre alla propria lancia, abbia portato da Gerusalemme il sangue del nazareno raccolto ai piedi della croce. Fino a Mantova, dove i resti del legionario martire sono custoditi nella basilica di Sant’Andrea accanto ai Sacri Vasi, due ampolle con terra imbevuta del sangue di Cristo.

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Come per la vita di Longino, anche le varianti sulle reliquie sono tante e tutte calate nel mito più che nella storia. Tra le leggende più suggestive, quelle sull’attrazione di Hitler verso la Lancia del Destino, che considerava dotata di potere magico. Dopo l’unificazione con l’Austria, la fece sottrarre al museo asburgico e si dice se ne servisse per riti mistico-occultistici. Dopo la guerra il reperto è stato restituito all’Hofburg di Vienna, ma c’è chi dice sia una copia perfetta. La Lancia autentica farebbe parte di un tesoro esoterico nazista trasferito da un sommergibile in Antartide, con Hitler ed Eva Braun. L’ennesimo oggetto di una narrazione storica diventato leggendario. Un altro graal.

Autore: EffeElle

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