Gabriel García Márquez

Gabriel Garcìa Marquez

Gabriel Garcìa Marquez foto:mercadolibre.com

Gabriel Garcìa Marquez è uno di quegli scrittori che entrano nell’anima di ogni lettore, pagina dopo pagina, senza uscirne mai più. L’autore colombiano trasporta mente e cuore in luoghi lontani, atmosfere esotiche e surreali, senza mai perdere il contatto con la realtà. Stabilisce un rapporto empatico con il lettore attraverso la suggestione delle sue parole. È considerato lo scrittore più popolare in lingua spagnola dopo l’autore di Don Chisciotte della Mancia, Miguel De Cervantes. La sua vita avventurosa e i libri più belli in questo articolo.

GABRIEL GARCìA MARQUEZ: LA VITA

Gabriel José de la Concordia Garcia Marquez nasce il 6 marzo del 1927 ad Aracataca, un villaggio della Colombia caraibica. Primo di sedici figli. Il padre Gabriel Eligio è prima telegrafista, poi farmacista. La madre Luisa Santiaga è chiaroveggente. Antiche storie e leggende del folklore locale animano la sua infanzia vissuta fra le donne, tra cui la nonna Ursula Iguaràn. Gabriel Garcìa Marquez matura una particolare sensibilità che molti anni dopo riconoscerà di aver acquisito proprio in quel contesto.

Si trasferisce a Baranquilla per frequentare il liceo, poi all’università a Bogotà. Ma ben presto, nel 1947, con il disappunto del padre, abbandona gli studi in giurisprudenza per dedicarsi al giornalismo, come reporter e poi come critico cinematografico. Contemporaneamente inizia a scrivere. Nel 1954 si trasferisce prima a Roma, per studiare regia al Centro sperimentale di Cinematografia, poi a Parigi e a Londra.

Fa ritorno in Sud America nel 1958 per sposare Mercedes Barcha da cui  ha due figli, Rodrigo e Gonzalo. Si stabilisce in Venezuela. Gabo, così come lo chiamano gli amici e non solo, si trasferisce poi in Messico. Il suo impegno è stato costante, nel corso degli anni, a favore della libertà, della giustizia, del disarmo, contro la dittatura, i trafficanti di droga e la pena di morte. Amico di Fidel Castro cui chiedeva maggiore democrazia, fu molto apprezzato anche negli Stati Uniti. Poi però, per ragioni politiche, decide di trasferirsi in Messico. Nel 1999 scopre di avere un cancro linfatico, ma riesce a sconfiggere la malattia. Continua per qualche anno la sua attività di scrittore. Nel 2012 giunge l’annuncio del  collega ed amico Plinio Apuleyo Mendoza (leggi l’articolo) che Gabriel Garcìa Marquez non scriverà più. Lo scrittore colombiano muore il 17 Aprile 2014.

GABRIEL GARCìA MARQUEZ: L’ATTIVITÀ LETTERARIA

L’ esordio letterario di Gabriel Garcìa Marquez avviene nel 1955. Scrive i suoi primi romanzi, Foglie morte e Racconto di un naufrago, La mala ora nel 1962. Il romanzo del 1967 Cent’anni di solitudine ha venduto 50 milioni di copie in più di 25 lingue. Nel 1982 il Premio Nobel per la Letteratura lo consacra al grande pubblico. Nel 1975 scrive L’autunno del patriarca. Nel 1981 pubblica Cronaca di una morte annunciata. Nel 1985 L’amore ai tempi del colera, nel 1989 Il generale nel suo labirinto. I racconti vengono pubblicati in alcune raccolte come Occhi di cane azzurro (1974), e Dodici racconti raminghi (1982). Nel 2002 pubblica la prima parte della sua autobiografia Vivere per raccontarla. La sua ultima opera è Memoria delle mie puttane tristi nel 2005 e nel 2010 Non sono venuto a far discorsi raccoglie, sul filone autobiografico, i discorsi fatti in diverse occasioni.

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C’è il fascino caraibico, con la sua tenacia, con la sua voglia di vivere esplosiva, nei romanzi di Gabriel Garcìa Marquez. Prepotente appare sullo sfondo di queste storie, in pomeriggi di siesta assolati, in cui reale e surreale magicamente si fondono, lasciando scomparire le loro tracce. Dove la solitudine è il filo sottile che lega di nascosto queste storie e che pervade le esistenze. Figure affascinanti, altre grottesche, compongono un mosaico policromo, ricco di sfumature esistenziali, fra bene e male, verità e bugia, realtà ed apparenza. E fra queste variabili non mancano gli echi dei racconti della nonna, le dicerie di paese, ma anche gli eventi storici più importanti dell’America Latina. In questo quadro spesso sarcastico, irriverente, ironico, c’è anche spazio per i sentimenti e per i valori esistenziali più significativi. Quelli senza tempo, universali, che resteranno per sempre. Gabriel Garcìa Marquez è considerato il padre del realismo magico.

Cent'anni di solitudine, Gabriel Garcìa MarquezGABRIEL GARCìA MARQUEZ: LE OPERE

Foglie morte (su ibs.it a €7,65)

Lo splendore di Macondo, precursore di Cent’anni di solitudine, analizzato dai monologhi di tre personaggi: un vecchio colonnello, sua figlia e il nipote. Gli unici a partecipare al funerale di un medico suicida. Perché?

Dell’amore e di altri demoni (su ibs.it a € 7,65)

È la storia di una fanciulla dai capelli rossi, chiusa in un convento, ritenuta vittima del demonio, ed un giovane prete, profondamente affascinato da lei e pronto a curare il suo maleficio.

Cent’anni di solitudine (su ibs.it a €8,50)

La storia centenaria della famiglia Buendia e della città di Macondo. Attraverso vicende favolose, secondo le premonizioni contenute nelle pergamene dell’ indovino Melquiades, si compie il destino della città, dal momento della sua nascita alle alterne vicende che la rendono protagonista, sino alla sua definitiva decadenza.

L’amore ai tempi del colera (su ibs.it a € 8,08)

Storia di un amore, eterno, paziente, incrollabile, per cinquantun anni, nove mesi e quattro giorni di Florentino Ariza per la fanciulla più bella dei Caraibi, Fermina Daza. Una narrazione ironica e fiabesca.

Memoria delle mie puttane tristi (su ibs.it a €11,90)

Un giornalista eccentrico e solitario, scopre l’amore a novant’anni, contemplando il corpo di un’adolescente addormentata: da qui ha inizio la sua nuova vita.

Vivere per raccontarla (su ibs.it a €7,50)

Gabriel Garcìa Marquez racconta la sua vita, non in una successione cronologica, ma raccontando la sua vera nascita come scrittore. Affascinante e suggestivo racconto.

Autore: Mariapaola De Santis

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