Nietzsche: la fine della ragione pura. Oltre il filosofo di Röcken

Niettzche e la fine della ragion pura

Nietzsche e la fine della ragion pura

In Nietzsche: la fine della ragione pura Andrea Campucci ripercorre il pensiero del filosofo di Röcken ponendo al centro della sua analisi la relazione tra Volontà di Potenza ed Eterno Ritorno. Sono questi, per l’autore, due concetti tra di loro non separabili, ma anzi complementari. “ Si può anche sostenere – scrive Campucci – che essi rappresentino i due aspetti chiave all’interno della definizione del progetto di trasvalutazione dei valori, e che è proprio nella loro compenetrazione che nasce l’idea di Oltreuomo”. Lo scrittore, attraverso un’analisi accurata delle opere nietzschiane, pone il lettore davanti all’assunto che non si possa parlare in realtà per Nietzsche di una singola Volontà di Potenza, ma di più Volontà di Potenza ossia LE Volontà di Potenza che sono il movente di tutto l’agire umano.

L’analisi di Campucci parte dagli scritti più noti del filosofo, come il celebre Così parlò Zaratustra, fino ad arrivare ai Frammenti Postumi. Lo scrittore mette Nietzsche in relazione con i suoi contemporanei e con i filosofi a lui antecedenti e prende in attenta considerazione quelle che furono le sue diatribe più accese soprattutto con il pensiero socratico. In Nietzsche assistiamo a un nichilismo attivo e quando egli si rivolge ai suoi contemporanei attraverso l’obiezione di Zarathustra al nano lo fa per  accusarli di essere schiavi “di un nichilismo passivo incapace di vedere nell’attimo stesso l’unità e la pienezza del significato”. Per il filosofo di Röcken l’attimo è il momento di massimo sviluppo di tutte le “infinite possibilità legate all’infinito ripetersi del tempo”. Analizzando l’idea di attimo come momento di totale pienezza e quindi necessariamente distaccato dagli attimi precedenti e futuri, Campucci cita il pirandelliano Vitangelo Moscarda che rintraccia nel finale di Uno nessuno e centomila  il senso ultimo dei concetti di Volontà di Potenza ed Eterno Ritorno. La frase da cui questo pensiero prende luce è “Muoio ogni attimo io, e rinasco nuovo e senza ricordi: vivo e intero, non più in me, ma in ogni caso fuori”.

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 Ma è senza dubbio con il pensiero socratico che il filosofo di Röcken entra maggiormente in conflitto. Egli riteneva che fu a causa del razionalismo socratico che si sancì la fine della tragedia, mentre per l’autore dei Frammenti Postumi è nell’arte che la Volontà di Potenza si manifesta in tutta la sua forza.

Alla fine della sua analisi Campucci arriva a sostenere che con Nietzsche ci troviamo difronte al netto superamento della metafisica.

Nietzsche: la fine della ragione pura è un testo di analisi filosofica accurato, scritto con grande padronanza della tematica e della lingua. È un testo da studiosi, ma è anche capace di far venire la voglia di risfogliare vecchi libri di filosofia al lettore curioso e capace di addentrarsi nella sua lettura con spirito aperto. Impossibile leggerlo distrattamente: è un testo che impone la massima attenzione e una mente allenata.

Nietzsche: la fine della ragione pura è edito dalla casa editrice Mimesis nella collana Filosofie diretta da Pierre della Vigna e Luca Taddio.

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