Dire sì è una cosa semplice di Deborah Ameri

Il primo libro di Deborah Ameri

Il primo libro di Deborah Ameri

Emma si sposa. Proprio lei che non crede nelle istituzioni, che non crede alle cerimonie e ai riti indossa il suo abito bianco e si sposa. Per un motivo o per un altro nessuno dei suoi famigliari partecipa all’evento e, contrariamente ad ogni sua aspettativa, ne sente la mancanza.

Ma come è arrivata fino a lì?

Emma ripercorre così ogni tappa e ci ritroviamo con lei bambina e la seguiamo durante la sua adolescenza fino ad arrivare all’età adulta, passando dagli anni della scuola, da quelli dell’università a quelli della gavetta da giornalista. Ne capiamo il pensiero e la consistenza. Conosciamo i suoi amori, quelli corrisposti e non, quelli immaginati, quelli subiti, quelli veri e quelli impossibili. Affrontiamo le sue paure, le sue tristezze, fino al fatidico giorno in cui tutto sembra tornare a posto, tutto sembra avere un senso, tutto sembra più semplice… persino quel sì che ci legherà “per sempre” ad un’altra persona.

È una sorta di “caro diario”, un colloquio che la protagonista ha con se stessa, più che con un probabile pubblico.

Un gioco di momenti

I passaggi temporali sono piuttosto originali. A capitoli alterni si narra del presente, del passato lontanissimo e di quello più vicino, un flusso di storie che alla fine confluiscono nei capitoli finali portando a conclusione anche la storia. Questo gioco dei momenti risulta vincente perché riesce a creare quel po’ di suspense estranea alle storie tipicamente romantiche, caratterizzando questo libro, rendendolo diverso da quelli dello stesso genere.

Le vicende si svolgono da metà degli anni settanta ai giorni nostri. Principalmente è una storia d’amore ma non mancano cenni legati alla politica e agli avvenimenti di cronaca. Così raccontando  di una ragazza di provincia tocchiamo con mano le realtà degli operai dell’Italsider che lavoravano in condizioni di pericolo al limite della legalità, facile poi i confronti con la realtà dei nostri giorni dove proprio l’italsider, ora Ilva, è nell’occhio del ciclone con gli avvenimenti di Taranto. Torniamo indietro ai giorni in cui, finita la prima Repubblica, un noto industriale italiano, si preparava a scendere in politica per salvare l’Italia… immediati anche qui i confronti con l’attualità. Riviviamo per un attimo gli orrori del G8 di Genova. Argomenti appena accennati, necessari per dare contorno ai sentimenti della protagonista. Sebbene i giudizi ci siano, non risultano pesanti, addirittura non risultano neanche di parte, proprio perché legati alla sfera privata e personale di Emma.

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Deborah Ameri

Deborah Ameri è una giornalista freelance che vive a Londra. Viene da una piccola realtà italiana che è il paesino di Gavi. Il retaggio della protagonista è chiaramente quello dell’autrice. Tanto che penso che il libro sia ad un passo dall’autobiografia. Spesso mi sono ritrovata a chiedermi se i sentimenti di Emma non siano che una trasposizione delle vere sensazioni della scrittrice. Ci sono passaggi in cui la descrizione del dolore e dell’impotenza di fronte a certi avvenimenti è così forte, così lucida, così reale che per forza di cose chi ne parla deve averle vissute.

Non ho trovato la stessa veridicità nei momenti di gioia, nella scoperta del “principe azzurro”, mi chiedo se l’abbia trovato sul serio. Tutti dovremmo provare almeno una volta nella vita quel senso di appartenenza e completezza che solo il vero amore può trasmetterti. Emma c’è riuscita, spero che anche Deborah abbia fatto altrettanto e, soprattutto, spero di riuscirci anche io un giorno.

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Autore: Egidia Lentini

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