Stucchi, una raccolta di poesie di Federico Maria Giuliani

stucchi federico maria giuliani

La cover di Stucchi

«In largo Treves mi sono laureato/ – già pronta la tradotta per il CAR –/ avendo mica in testa la mia vita./ Piuttosto la cercavo,/ sapevo che arrivava/ come una cosa nuova,/ e così era./ Mi candidavo, intanto, a un posto/ nel sociale, ignorando che proprio – dico -/ tutto è antisociale». *

In poco meno di cinquanta pagine, Federico Maria Giuliani racchiude i suoi pensieri in poesia con Stucchi, un libro edito da Aletti, quarta raccolta di versi dell’autore. All’interno di Stucchi, Giuliani tocca ogni ambito con sprezzante sincerità, senza remore nell’utilizzo di un linguaggio che, d’impatto, possa apparire ai più come troppo volgare o non adeguato, facendone invece un vero e proprio punto di forza dei suoi versi.

Una spiazzante necessità di colloquio che si traduce appunto in espressioni colorite, ma che poi declinano verso una presa di coscienza nuova, sempre in bilico fra il pensiero più moderato e l’urlo interiore dell’autore. Le poesie, in genere, hanno sempre un sentimento proprio che le mantiene in vita: il discorso critico appare, dunque, sempre da prendere con le pinze, in quanto le sensazioni e le emozioni generate e percepite durante la lettura sono appannaggio esclusivamente soggettivo, il che rende sempre difficile – a volte addirittura impossibile – stabilire una connessione d’intenti univoca. A tal proposito, mi piace citare alcune versi della poesia Scrivo contenuta in Stucchi, proprio a rafforzare l’idea appena espressa: «Se scrivo vivo,/ se parlo mi ritiro/ e mi disperdo./ Il tempo non è molto/ in questo lasso/ e pubblicare/ è l’essenza di quell’esserci/ che la demenza sale./».

Vari gli argomenti trattati in Stucchi, dalla “semplice riflessione” interiore fino ai versi sul sesso, sulle donne, ai lamenti sulla vita e sulle sue pieghe bislacche, il tutto senza rinunciare allo sberleffo, degli altri ma soprattutto di sé.

Note sull’autore di Stucchi, Federico Maria Giuliani

Federico Maria Giuliani è nato e vive a Milano. Si è laureato in legge presso l’università statale di Milano ed ha perfezionamento il suo percorso accademico anche all’estero. Ad oggi, si professa avvocato, poeta e scrittore, con all’attivo circa un centinaio di pubblicazioni giuridiche, fra le quali due libri monografici. Si occupa, fra le tante cose, anche di critica letteraria.

Nel 2000 ha vinto il Premio Casentino nella sezione saggistica con Diritto e pensiero, poi pubblicato con Interlinea Edizioni. Nel 2002 ha pubblicato il suo primo romanzo, Avvocati Maledetti, edito da Fazi Editore, seguito poi da Turpe Diva, un legal thriller show postmoderno.

Stucchi è la sua quarta raccolta di versi pubblicata da Aletti Editore nel maggio del 2009.

* Dalla poesia Largo Treves, Stucchi.

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