Al Confine di Paolo Durando

Al Confinedi Paolo Durando

Al Confine di Paolo Durando

Paolo Durando, scrittore bergamasco e vincitore di vari premi tra cui recentemente il premio Short Kipple 2013 con il racconto “Transmortali”, lavora su “simboli, miti, semiosi del passato e del presente per una narrativa antropologica trasversale ai generi” ed ha pubblicato recentemente per le Edizioni Scudo “Al Confine”, antologia di racconti, o meglio, “ghost stories” che sconfinano talvolta nell’horror.

Un’antologia che incuriosisce il lettore per diversi motivi: la suspense che pervade spesso ogni singola storia, le vicende narrate spesso surreali  e, a volte, assai crude, la presenza  di “presenze”, scusate il gioco di parole, che danno originalità alla storia, una sensualità che è quasi sempre intrinseca nei racconti e, non ultimo, l’uso di sostantivi, aggettivi, verbi che regalano sempre un sensazione di mistero al tutto.

Ogni singola storia poi è costruita in modo tale da attrarre il lettore: un inizio normale e descrittivo, una vicenda che si sviluppa in un crescendo di immaginazione e, spesso,  malignità, fino a un finale mai scontato e, a volte, sorprendente. Va detto che non c’è solo cattiveria o perfidia nei racconti di Durando, quasi sempre legati a improvvise “presenze”, c’è affetto o perfino amore, talvolta imprevedibile, che crea una sensazione agro dolce nel lettore più coinvolto.

In questo variegato insieme di storie che costituiscono il volume, i racconti più riusciti e coinvolgenti sono quelli in cui, come nella trama della storia iniziale La svolta di Claude,  si intravede un legame forte del protagonista con il proprio passato, con la propria solitudine nella consapevolezza di non aver avuto il coraggio di affrontare adeguatamente e psicologicamente il mondo esterno, la società, di sfuggire alla propria condizione che cambia, di sfuggire all’amore e al sesso  grazie magari alla presenza  asfissiante di una madre “che ha ragione, come sempre”.

In altri racconti, la sua immaginazione diventa quasi un’analisi di una condizione umana “sono servo, nato per servire. Religioso detentore delle svolte e dei moti del loro animo” (il Servo della casa) o di una condizione sociale dove un determinato luogo ha la capacità di alienizzare le persone e trasformare l’ansia dell’acquisto  in una voglia erotica che sfiora la perversione (Centro Commerciale).

Anche la morte appare o traspare in diversi racconti sotto forma di uno “sconvolgente rigurgito di verità” (Insieme su una nave), o sotto forma di vendetta contro  una donna  provocante e disinibita che aveva sfidato la certezza  del protagonista che “vivere senza sesso era possibile e forse auspicabile”(Uccidere Ramona). In questo ultimo racconto, appare evidente  una critica alla società contemporanea che tende ad “isolare” o “abbandonare” le persone, che poi diventano preda di “presenze” che affiancano l’io, in questo caso dell’omicida Ernesto Ruggeri, per raggiungere l’obiettivo finale: uccidere con irruenza Ramona.

Il senso di isolamento, di solitudine, si riscontra in vari racconti di questo volume, dai precedenti citati a Quando gli asini non volano dove Melissa, la protagonista, identifica in sé stessa molti problemi e disagi comuni ai giovani d’oggi. Ma anche in questo racconto, come in altri, la protagonista tende ad essere un’altra persona, a cambiare identità, seppur contro voglia “..ad un certo punto si vide esattamente come se fosse stata un’altra, con freddo disprezzo, allora si riscosse, si levò in piedi”. La solitudine ritorna anche nei racconti conclusiviLa Circe del Poggio” o la “Verità di Parmenide”. Direi che le storie più avvincenti e originali sono proprio quelle nelle quali l’autore riesce a giocare sul confine fra la fantasia e la realtà usando anzi la fantasia o l’impossibile come via di uscita dai problemi dei nostri tempi.

Il libro di Paolo Durando è consultabile al seguente indirizzo: Progetto Babele.

Giannandrea Mencini

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