Akua di Franco Alesci – Abel Books

Franco Alesci, Akua

Franco Alesci, Akua

L’ultimo lavoro di Franco Alesci, Akua (Abel Books, 2012), è un libro di racconti e storie che hanno quasi sempre per protagonista la laguna di Venezia e i suoi ambienti lagunari caratterizzati dall’acqua, o meglio, dall’akua che, come ci spiega l’autore, “è lo stato e un destino (acronimo di acqua e karma)” che esercita un richiamo troppo forte per il nostro scrittore. Per cui anche se a volte è uno “stato” difficile da governare o un “destino” non sempre prevedibile, l’akua di Alesci attraversa e si inserisce in tutti i racconti di questo piacevole volume.

Un libro che racconta storie spesso di tutti i giorni, vicende che per chi abita a Venezia o in qualche isola della laguna veneziana, accendono ricordi spesso dimenticati o addirittura rimossi. Per chi non è veneziano, la semplice e chiara scrittura di Alesci permette di fare percepire la bellezza di certi luoghi e ambienti non propriamente battuti dal “turismo di massa” che invade la città dei Dogi.

Le singole vicende poi, raccontate in brevi racconti, sono a volte tenere, a volte paradossali, a volte ironiche ma appaiono sempre come momenti di vita vissuta da parte dell’autore. Così l’akua compare in ogni pagina del volume e accompagna le esperienze narrate, dalle corse con le moto da cross lungo il litorale del lido “eravamo come l’acqua di un torrente di montagna che scorre inarrestabile”, alle esperienze di pesca in barca in laguna fino alle prove d’amore caratterizzate da  una lunga nuotata nel mare antistante il Lido di Venezia sopportando un tremendo mal di denti. Ironia e amore,  altro binomio interessante che si può assaporare con il sorriso nelle pagine del libro. Ancora  l’akua come senso di purificazione, “mi spogliai completamente e scendendo dall’auto iniziai una corsa folle verso l’acqua. Immagina che ti stiano inseguendo, immagina che se riesci ad immergerti nel mare sei salvo, purificati e rinasci”.

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Ecco, direi che le pagine più riuscite del libro sono quelle in cui è evidente il ricordo e l’emozione che lo stesso ricordo suscita nell’autore, un sentimento che traspira dalle pagine del libro attraverso parole “specifiche” ed espressioni  “ricercate” che Alesci sceglie e usa per raccontare la storia. Non mancano nemmeno momenti quasi poetici e commoventi come la nascita di un bimbo raccontata attraverso una prosa semplice ma profonda quasi rurale e arcaica, ambientata  in un “piccolo borgo di pescatori  immerso nella laguna, un isolotto indicato con un puntino sulla cartina, poco più di un fazzoletto di terra, dimenticato da dio e dagli uomini”.

La laguna sempre presente, elemento ecologico fondamentale che in taluni momenti  non appare più come sfondo del racconto ma, viceversa, la trama stessa sembra prestarsi a fare da sfondo a questo bellissimo ambiente che diventa protagonista assoluto in tutte le sue condizioni climatiche. In un mondo che spesso, grazie alla natura, appare quasi idilliaco, Alesci ha la capacità di non dimenticare le problematiche di un territorio complesso e ferito: “La nebbia l’ho sempre temuta, può stordirti  completamente. Però la nebbia una cosa positiva te la dà: nasconde i bagliori che provengono dai castelli metallici di Porto Marghera. La fogna a cielo aperto, a mare aperto, a terra aperta”.

Un libro quindi che parla di storie giovanili, di amore, di argomenti spensierati ma pure di problemi reali e ancora  attuali, sempre nel segno dell’akua.

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Giannandrea Mencini

Autore: Giannandrea Mencini

Laureato in Storia, mi occupo di storia dell’ambiente e del territorio. Collaboro con alcune testate giornalistiche. Lavoro a Venezia come responsabile della comunicazione e ufficio stampa e ho scritto numerosi libri ed interventi specialistici.

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