L’abisso è alle porte: intervista all’autore, Beda

'L'abisso è alle porte di BedaL’abisso è alle porte è la raccolta di poesie di Beda (su ibs.it a € 8,33). Vuole raccontare un po’ di sé ai lettori di recensionilibri.org?

Sono nato a Padova nel lontano 1979. Dopo i primi anni vissuti in centro città, a causa della prematura morte di mio padre, ci siamo trasferiti in un piccolo paese della campagna padovana. Sono stati anni molto difficili e solo dopo moltissimo tempo posso dire di essermi ambientato capendo, tra l’altro, che l’ambiente rurale e le sue tradizioni, sono il tramite per venire a contatto con valori etici davvero genuini, gli stessi valori di cui oggi la nostra società, purtroppo, si è impoverita. Ho affrontato studi tecnici che mal si addicono alla mia indole. Mi sono poi iscritto a Lettere Moderne all’Università di Padova, studi che poi ho abbandonato per dedicarmi ad altro. Da anni ho abbracciato uno stile di vita animalista e vegetariano, scelta che mi fa sentire in armonia con tutto ciò che, di naturale, mi circonda.

L’abisso è alle porte è la sua opera d’esordio o ha già alle spalle precedenti pubblicazioni?

L’abisso è alle porte rappresenta l’esordio per me; vorrei anche dire che non so ancora se la scelta di pubblicare sia stata giusta o meno, ma oramai “il dado è tratto”.

A cosa attinge maggiormente nei versi vibranti delle sue poesie?

Bella domanda. Chi scrive, dipinge o compone musica, di fatto attinge dalla sua interiorità, ma dire solo questo secondo me è alquanto riduttivo e scontato. Colui che si rapporta con qualsiasi forma di arte, dalla più semplice alla più complessa, si pone sempre in relazione con la sua interiorità che però va ineluttabilmente calata nella realtà; e se parliamo di realtà c’è davvero tanto da dire: la crisi economica, la scomparsa dell’etica, la crisi di identità di intere generazioni, l’ascesa incontenibile di una società sempre più “informatizzata” e sempre meno umana e per finire la vecchiaia che viene quasi intesa come un crimine da combattere. Parliamo insomma di una società sempre più uniformata e non pensante…quasi una società composta da robot. C’è poi l’ambiente con i suoi problemi e la continua distruzione inflitta dall’uomo e dal suo ostentato progresso a tutti i costi. E c’è per finire il tentativo perenne di colloquiare con me stesso, anche se a volte mi parlo per ore intere ma non mi ascolto.

Quali sono stati i modelli letterari che l’hanno ispirata?

Amo Leopardi, Foscolo, Pascoli, Baudelaire, Verlaine…la lista sarebbe forse troppo lunga. Ognuno di questi geni, con la poetica che lo ha contraddistinto e con i suoi versi, mi è entrato nel cuore con le sue tribolazioni e i suoi turbamenti, con la voglia di stupire o di nascondersi, e onestamente, quando scrivo, mi risulta difficile ignorare il suo messaggio. Lo faccio mio e lo custodisco gelosamente.

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Beda, il suo componimento “Uomo del mio tempo” è un omaggio a Salvatore Quasimodo?

La prima volta che lessi “Uomo del mio tempo” di Quasimodo mi commossi; versi liberi e parole semplici descrivevano l’immutabilità dell’uomo guerriero, e il quasi disumano bisogno di compiere atti vili e violenti indipendentemente dal fatto che l’arma a disposizione fosse una fionda o un bombardiere, l’importante era l’imporsi a ogni costo. “Uomo del mio tempo” è l’uomo moderno che ricatta i suoi simili commettendo nefandezze in ambito socio-economico, è un uomo che grazie alla politica gode di impunità pur commettendo reati, è un uomo dedito all’imperialismo ad ogni costo, anche a costo di vite umane…diciamo pure che il Quasimodo si sbizzarrirebbe parecchio adesso.

Il titolo può dire molto di un libro. Qual è il significato del suo: L’abisso è alle porte?

Il titolo è esplicativo; oramai siamo prossimi a cadere e il sistema stesso, tutto, si sta accartocciando. L’abisso è alle porte, scritto un paio di anni fa, rappresenta la presa di coscienza personale che l’armonia è l’essenza del vivere bene, è uno stato mentale che apre la mente verso autocritica e spirito critico, elementi indispensabili per definirsi uomini e per vivere in sintonia con tutto ciò che ci circonda. Fino a quando non capiremo che l’uomo non è infallibile, che giudicare non è giusto e moralmente corretto, a prescindere dall’abito che indossiamo, e che dobbiamo convivere tra noi e non vivere da soli secondo il principio del “mors tua vita mea”, l’abisso sarà sempre più vicino e prossimo a inghiottirci; ma ancora non è inevitabile! L’abisso è alle porte è anche una semplice mia riflessione in versi, sulla quotidianità e sull’apatia mentale che la contraddistingue ed è anche e soprattutto una costante e violenta intromissione ( mi consenta il termine) del mio dito nella piaga della mia coscienza e di tutto ciò che essa mi ha abituato a definire normale e perciò credibile; alla fine ho compreso che spesso quello che siamo abituati a definire normale e perciò credibile, è solo un insieme di bombardamenti mediatici e convenzioni che, a poco a poco, disattivano la nostra capacità di meravigliarci ancora delle cose più semplici e genuine.

Autore: Mariapaola De Santis

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1 Commento

  1. Non so perchè, ma penso che in fondo sia giusto consigliare questo libro. L’ho letto per caso, colpito dalla copertina e penso di aver fatto un ottimo acquisto. Le poesie hanno uno stile particolare, ma innegabilmente fanno ciò che la vera poesia dovrebbe fare: far riflettere. Parlano di aborto, inquinamento, rispetto per gli animali, inquinamento e a volte lo fanno usando un simbolismo molto forte, ma tant’è che le poesie, pur io non amando il genere, mi hanno colpito ed emozionato.

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