Come il cedro del Libano di Elisa Virginia Belfiore | Bastogi Editrice

Come il cedro del Libano di Elisa Virginia Belfiore

Come il cedro del Libano di Elisa Virginia Belfiore

Molteplici sfaccettature per un romanzo che presenta gioie, sofferenze, amore, in una terra ostica e ostile, ma rimpianta: l’ambiente e i personaggi sono associati in un interagire continuo, a volte comico a volte tragico, in cui si potranno riconoscere tutti quelli che hanno vissuto nella seconda metà del secolo trascorso, in qualsiasi cittadina meridionale. Si può affermare, infatti, che, almeno all’inizio del libro, la città è la vera protagonista.

I personaggi principali, Anna e Claudio, nascono in una società restia ai cambiamenti e perciò si trovano ad affrontare la propria crescita non senza difficoltà, combattuti, essi stessi, fra tradizioni, da cui tuttavia dipendono affettivamente, e la voglia di rinnovare la propria vita, cercando un modo di esistere che dia finalmente ragione ai propri ideali.

I due ragazzi crescono nello stesso ambiente, sempre in forzato contatto tra loro, a casa come a scuola, e, in tal modo, affiorano spontaneamente sentimenti, altalenanti tra amore e affetto, combattuti e travagliati, a causa dei loro stessi temperamenti o per gli eventi da cui sono manovrati. Le storie dei ragazzi sono ambientate nel sud dell’Italia, dapprima in una soporifera cittadina pugliese, in seguito nella tumultuosa Napoli, dove soggiornano per gli studi universitari, con tutte le difficoltà che ciò comporta.

Sul comune filo conduttore della crescita, tutti i personaggi più giovani provocano e subiscono gli avvenimenti, in ambienti metropolitani che, nel frattempo, si popolano e si diversificano nei vari aspetti sociali, non sempre in maniera adeguata alle esigenze della vita ‘moderna’. In tal modo l’evolversi dei tempi li obbliga ad adattarsi a situazioni nuove, verso cui giungono da soli, con tutti i disagi e le problematiche infantili, adolescenziali, giovanili, essendo gli adulti assenti o addirittura di disturbo per la sensibilità dei minori.

Inevitabilmente, quindi, i due ragazzi sono attirati l’uno verso l’altra, in un avvicendarsi di amicizia/amore/rifiuto, quasi supportandosi a vicenda nella difficile avventura della vita. Viaggiano in sintonia fra loro, fino a che la vita stessa non li mette di fronte alle prove più dure da affrontare.

In conclusione un’opera singolare, nel suo genere, che mette insieme, nella stessa misura, risate e lacrime, divertimento e passione e scorre agilmente tra due binari paralleli: il presente, grigio e appiattito, rappresentato dalla protagonista che rievoca; il passato, vario e ricco di vita, raccontato in terza persona, come se si assistesse alle scene di un film.

Come il cedro del Libano di Elisa Virginia Belfiore è il suo primo romanzo edito.

 

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