L’acustica perfetta, Daria Bignardi | Un romanzo da top ten

L'acustica perfetta, romanzo di Daria Bignardi

L’acustica perfetta, romanzo di Daria Bignardi

Dopo due opere di grande successo, Daria Bignardi giornalista e conduttrice televisiva scrive un terzo libro edito da Mondadori. Titolo L’acustica perfetta. Il suo più bello. Già all’inizio, il lettore può amare o meno il protagonista principale Arno, che ha un carattere a volte cupo a volte solare. Arno ama Sara, una ragazza strana, diversa. Numerosi gli screzi di cui è protagonista il suo cuore. I due non si incontrano  per sedici anni. In questo lungo lasso di tempo, Arno lavora come violoncellista alla Scala di Milano. Uomo pignolo ritrova Sara sempre più disperata, come se avesse subito una ferita profonda. Si sposano, hanno dei figli, subentra la routine dei giorni. Sara si dedica ai figli ma sembra distratta, assente. Arno è un tipo da “acustica perfetta” e non si accorge che tutto sta per andare in frantumi. Finché un giorno, prima di Natale, Sara sparisce. Abbandona figli e marito. Un misero biglietto: “Voglio stare sola, ho bisogno di tempo”. Arno non capisce subito in che modo il loro matrimonio sia stato devastato dai silenzi e dalle piccole incomprensioni. Un baratro di incomunicabilità li divide.

La Bignardi è “mozartiana”, ma quando scandaglia le debolezze del matrimonio sa farsi lucida. Una scrittura cattiva. Questi i comprimari del libro: Klara, la madre tedesca di Arno, una femminista un po’ stramba e poi Guelfo, campagnolo e assolutamente disinteressato al denaro e al profitto.

Poi l’amica intima di Sara, Paola, che nel frattempo è divenuta suora e sarà lei stessa a dire quale inferno  incombe sulla fuga di Sara. Quali delusioni. Arno capisce che forse, amando troppo la musica, si è lasciato andare e ha dimenticato che amare una persona sia un lavoro quotidiano. Niente è scontato. Una delle massime voci critiche della letteratura italiana, Leonetta Bentivoglio, descrive il libro come una sonata “bergmaniana”. Niente di più vero, ma, come ho già detto, io trovo il personaggio principale Arno, “mozartiano”. Cupo ma solare. Lontano dai figli e dalla attività domestica, poi papà a tempo pieno.

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La scrittura di Daria Bignardi è perfetta. Sempre.

 

Autore: vincenzo mazzaccaro

Recensisco libri da anni. Ho scritto e collaboro ancora per www.35mm.it

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