Il re del proprio mondo, gli aforismi di Federico Basso Zaffagno

Il re del proprio mondo

Il re del proprio mondo

«La modestia è la suprema superbia di non mettersi in gioco».

«La propria opera può essere una esecuzione oppure interpretazione.
Nel primo caso sono comunque apprezzabili la fatica e l’aspirazione. Nell’altro sta tutto il significato di magnificare le virtù del possibile».

«Sono italiano e in sorte ho avuto di crescere fra la bellezza e la misura, in cambio rendo il mio contributo a non lasciare indefinito e indeciso l’esistente e i suoi abitanti».

Il re del proprio mondo viene definito come un saggio di educazione etica, civile, religiosa, erotica, politica e sportiva, un modo per l’autore, Federico Basso Zaffagno, di illustrare la propria visione del mondo, la propria realtà, avvalendosi dell’aforisma come mezzo di comunicazione essenziale. Ed è proprio l’aforisma il train d’union fra un concetto filosofico e la realtà, un monito, un brandello di pensiero che lascia l’astratto e diventa – inciso su carta – un modello ripreso e immutabile di riflessione personale.

Circa le riflessioni personali vi è, spesso, da obiettare e opinare, e ne Il re del proprio mondo si può essere in accordo o in totale disaccordo con l’autore. Perché Zaffagno tocca ogni argomento possibile dello scibile umano, salendo a discettazione su ogni interesse, sia esso legato alla mera materialità fino ad arrivare alla sfera della fede. Va da sé, dunque, che non è facile definire un saggio contente aforismi, proprio per la sua intrinseca peculiarità che ne fa riflesso personale – e quindi raramente condivisibile in pieno – di chi scrive, una razionalità e un pensiero che esulano dal complesso per affermarsi come dubbia e privata realtà.

Già il titolo, infatti, Il re del proprio mondo, è una vera e propria presa di posizione, “gli aforismi contro l’incertezza della banalità”: un terreno scivoloso, dove spesso si lambisce il precipizio e si rischia rovinosamente di cadere.

Premiando il coraggio e la volontà di dire la propria, è lo stesso Zaffagno che spiega il perché abbia voluto raccogliere le sue esperienze in Il re del proprio mondo: «La ragione di questa raccolta è, appunto, quella di segnalare dei punti di partenza da cui combattere dogmi che vorrebbero negare la libertà di farsi un’opinione e di dare un giudizio sugli avvenimenti, sulle categorie, sulle storie. Accetto di essere smentito, ma non consento la negazione del visibile […]».

Apprezzabile l’idea di continuare il libro anche estendendolo alla rete virtuale: Il re del proprio mondo continua, infatti, sul sito Aforismo.org.

Note sull’autore

Federico Basso Zaffagno si definisce “un ligure atipico a partire dal 1980”. Laureato in giurisprudenza, segue l’idea di comunicazione espressa dal Nicolás Gómez Dávila, secondo il quale l’aforisma è la forma espressiva migliore per restituire forza ed impeto alle riflessioni che si perdono nel lungo discorso.

Il re del proprio mondo è il primo libro di Zaffagno, pubblicato dalla casa editrice Genesi nel dicembre del 2012.

Autore: Laura Landi

Sono ­ per ammissione estrema ­ lettrice compulsiva, anche se molto molto esigente. Andare in libreria mi fa sentire come Alice nel paese delle meraviglie. Il mio amore letterario segreto? Gabriel García Márquez.

Condividi Questo Post Su

Invia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>