L’ultima fuggitiva di Chevalier Tracy

L'ultima fuggitiva di Chevalier Tracy

L’ultima fuggitiva di Chevalier Tracy

Un animo riservato e gentile, combattuto dai sentimenti, catapultato in una terra ignota, dal volto ostile e generoso allo stesso tempo. L’ultima fuggitiva di Chevalier Tracy, edito da Neri Pozza e disponibile su laFeltrinelli.it a soli € 15,30, è il racconto di una giovane donna, l’inglese Honor Bright, in fuga da sé stessa, dalle sue origini, alla volta di un’avventura che la porterà alla riscoperta della sua natura passionale, malgrado l’oppressione esercitata dai doveri sociali. Una vicenda privata sapientemente incorniciata sullo sfondo della rude, fiduciosa America della metà dell’800.

Un percorso narrativo inaugurato dall’abbandono di Bright da parte del fidanzato. Sulla donna si addensano le pressioni di una piccola comunità, chiusa in un microcosmo incapace di concepire effrazioni alle norme, dettate anche dalla fede quacchera, che regolano il vivere comune. Il vento di cambiamento assume le forme del viaggio. Bright accompagna così la sorella più giovane in America. Anche qui, malgrado i chilometri di distanza, emerge il bisogno di tornare in contatto con l’identità d’origine, e Honor decide di sposarsi con un quacchero nativo del suo paese.

Ma sulla sua vita incalza la sventura di un destino beffardo. La giovane inglese, dopo la morte della sorella, si trova sola in un nuovo, vasto, misterioso continente. Per paradosso, invece, sarà proprio l’Ohio il teatro delle potenzialità di una rivelazione religiosa e romantica, che spingono la donna a battersi in favore dei disperati schiavi neri. Uomini che dalle piantagioni del Sud si muovono verso il Canada. Una fuga per la libertà. I precetti religiosi di Bright, fedele al dettame di uguaglianza agli occhi di Dio, si sposano con quella angosciata ricerca di parità sociale.

Chevalier dipinge un meticoloso ritratto dell’America del Sud, vissuto dallo sguardo di una ragazza inglese, estranea alle dinamiche di un popolo ancora alla ricerca di una definizione identitaria. Terra quindi popolata da marcate contraddizioni. Un luogo duro, che richiede anche alle donne una rudezza sconosciuta alle signore inglesi. Ma anche un ambiente capace d’essere generoso, dove le persone, dietro a una scorza amara, nascondono una grande generosità. Honor Bright assurge al ruolo di simbolo dell’incontro e dell’integrazione tra culture diverse, anticipatrice del fondamenti ideologici del mondo occidentale moderno. Una figura a cui il lettore si affeziona, rapito dal dramma di una donna agitata da nobili sentimenti, vessata da un contesto difficile e così legato al mondo contemporaneo.

L’ultima fuggitiva di Chevalier Tracy è il settimo romanzo della scrittrice statunitense. A differenza delle sue precedenti opere, dietro a L’ultima fuggitiva vi sono note autobiografiche, come ricorda Tracy in una recente intervista pubblicata su wuz.it: “Ho vissuto abbastanza tempo lontana da sentirmi come una straniera nei confronti del mio paese. Si è capovolta la situazione in cui mi sono trovata quando sono arrivata dall’America in Inghilterra: allora ero una straniera in un paese non mio e potevo scriverne prendendone le distanze. Ora è il contrario: sono abbastanza straniera, dopo tutti questi anni, per scrivere dell’America con un certo distacco, che è necessario”.

Un romanzo giocato sulle distanze culturali, incentrato sui drammi pubblici e privati di una giovane eroina. Tutti gli ingredienti per infiammare gli animi di milioni di lettori. Per una intervista con l’autrice, vi invitiamo a consultare la rubrica culturale Achab Libri.

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Una risposta a “L’ultima fuggitiva di Chevalier Tracy”

  1. susy scrive:

    Credo che qualcuno ti abbia rubato la recensione, sai.
    Non so se posso pubblicare link qui, perciò ti do solo le indicazioni: il blog si chiama Polvere alla polvere, con estensione .net e troverai la tua stessa recensione firmata da un’altra persona. Controlla, magari non è l’unica tua recensione copiata…

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