Ignazio Sanfilippo. Un gattopardo nel deserto: un libro di Vincenzo Ferrara

Lussografica – 2012

Libia 1911: un imprenditore minerario siciliano è incaricato dal Ministero degli Esteri di compiere segretamente un’esplorazione scientifica in Tripolitania e Cirenaica allo scopo di accertare l’esistenza di zolfo e fosfati nel sottosuolo di quella che di lì a poco sarebbe divenuta la prima colonia italiana. Il risultato di questa missione dovrà servire al Governo Giolitti per valutare meglio l’opportunità di un intervento armato in quelle terre allora sotto il dominio turco. Quel gentiluomo siciliano si chiamava Ignazio Sanfilippo, discendente di una nobile e facoltosa famiglia di Casteltermini (AG), proprietario di zolfare, studioso di geologia, inventore e profondo conoscitore dell’arte mineraria. La spedizione scientifica in Tripolitania si svolge sotto la copertura del Banco di Roma, longa manus del Governo nell’operazione di penetrazione commerciale in quelle regioni, in un clima di spionaggio e controspionaggio cercando di superare l’asprezza del deserto, l’ostilità dei ribelli arabi e l’ostruzionismo dei turchi. La Missione ha un epilogo drammatico quando, allo scoppio della guerra italo-turca, i componenti italiani sono fatti prigionieri e restano nelle mani dei turchi per oltre 13 mesi facendo trepidare l’opinione pubblica italiana. La liberazione avviene dopo la stipula del trattato di pace fra Italia e Turchia l’11 novembre 1912, un secolo fa, e all’avvenimento Achille Beltrame dedica una copertina sulla Domenica del Corriere.

L’avventurosa vita di questo personaggio, ingiustamente dimenticato dalla storiografia moderna, ci fa poi conoscere una Sicilia delle èlites proprietarie di miniere di zolfo, delle drammatiche condizioni di lavoro degli zolfatari, del brigantaggio e della mafia delle zolfare. Nelle miniere siciliane si verificano spesso terribili sciagure dovute a crolli, scoppio di grisou, etc. nelle quali perdono la vita centinaia di minatori e carusi. Il Sanfilippo, è nominato Direttore di numerose miniere dell’agrigentino e del nisseno e la sua opera sarà ricordata, oltre che per efficienza e abilità imprenditoriale, per il continuo impegno diretto a salvaguardare la vita dei suoi operai e a migliorare le condizioni di sicurezza del lavoro nelle viscere della terra.

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Una biografia densa di avvenimenti che negli anni ’20 del 1900 ci porta dalle zolfare siciliane e dai deserti libici ai ghiacciai dell’Alto Adige e più precisamente a Monteneve (Vipiteno) dove ad Ignazio Sanfilippo è affidata la gestione della miniera più alta d’Europa (m.2370) per poi tornare ancora in Libia per un’altra esplorazione scientifica questa volta voluta dal Governo Fascista nel quadro del completamento dell’occupazione della Quarta Sponda.

È la storia di un personaggio affascinante, di un coraggioso Gattopardo del quale vale la pena conservare il ricordo.

Il libro, alla sua seconda edizione, è stato pubblicato da EDIZIONI LUSSOGRAFICA – Caltanissetta ed è disponibile nelle migliori librerie anche on line (IBS, INMONDADORI, LAFELTRINELLI, LIBRERIA UNIVERSITARIA, etc.).

Autore: Vincenzo Ferrara

Vincenzo Ferrara (1948), laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Palermo, dopo aver fatto pratica legale e notarile, ha iniziato a lavorare per la Banca Commerciale Italiana a Palermo, Trapani, Genova, Milano, Toronto, Londra e Amsterdam. In quest’ultima sede ha anche ricoperto la carica di Vice Presidente della Camera di Commercio Italiana per l’Olanda e di Vice-Chairman della Foreing Banks Association. Oggi vive fra Palermo e la sua campagna di Casteltermini.

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