Intervista a Raoul Vecchio, autore del libro Ismael

Di seguito l’intervista a Raoul Vecchio, autore del libro Ismael

Salve Raoul, hai voglia di raccontarti un po’ ai nostri lettori?

Il passato di ognuno di noi potrebbe essere racchiuso in un evento che ha caratterizzato stravolgimenti esistenziali oppure in una metafora, quella che ripeto sempre ai miei amici quando mi chiedono come sto è: “come l’acqua di un fiume continuo a scorrere nella vallate, attraverso i campi, i boschi, superando mulini e cascate, cambiando spesso il mio percorso ma tendendo sempre all’infinita saggezza dell’oceano”. E’ la mia aspirazione assoluta. Vivere per comprendere l’esattezza degli eventi, ciò è possibile solo assaporando il presente e gli eventi che lo caratterizzano, qualunque essi siano, cercando di coglierne gli aspetti positivi per accrescere il mio livello intellettuale. Una parte di me cerca da sempre lo spirito, l’altra cerca l’emozione, tramite l’unione con la natura per mezzo dello sport. Amo la natura ed ogni sua componente, la ammiro in tutti i suoi colori e le sue forme.

Il tuo libro racconta la storia di un viaggio, sia spirituale che fisico, vissuto dal protagonista. Cosa cerca? E quanto c’è di autobiografico in Ismael?

Un caro amico dopo aver letto il libro mi ha detto: “anche se hai viaggiato con la mente è come se lo avessi fatto davvero, ed io ho viaggiato insieme a te”, dopo mi ha regalato una bussola. Un gesto che contiene l’essenza del testo e dell’esistenza. Il libro è un mezzo di ricerca. L’intera storia è la nave che porta al molo della comprensione. Attraverso le riflessioni giunte da vicende, alcune delle quali affrontate da me medesimo nella vita reale, Ismael cerca di giungere all’assolutismo della percezione. Io ed Ismael abbiamo, mediante la stesura, camminato insieme verso un’analisi metaforica della grande verità sociale. Parte di essa è razionale, riflessiva, profonda… l’altra è infantile e superficiale, ma come le particelle dell’oceano compongono l’oceano stesso, ogni cosa compone il tutto, ed il tutto è composto da ogni cosa. Allora queste due parti della società esistono in ognuno di noi, chiaramente in modo più o meno profondo. La narrazione diventa il mezzo per comunicare questo messaggio e invitare il lettore a pensare un po’ più intensamente di quanto possa fare nella quotidianità, offrendo alcuni punti di vista chiaramente soggettivi perché espressi da me tramite Ismael, ma per l’appunto ogni cosa può essere vista da miliardi di punti di vista differenti, più avremo voglia di confrontarli più vicino giungeremo alla percezione assoluta.

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L’esistenzialismo, la filosofia e la riflessione, di cui il romanzo è carico, donano al libro una profondità non indifferente. Quale, a suo avviso, è il suo “lettore ideale”?

Non gradisco etichettare le cose, tanto meno le persone. Mi ritengo uguale a chiunque altro, persino agli animali, d’altronde non deriviamo tutti dalla stessa sorgente? Che sia la fede o la scienza. Una volta Gandhi disse: “credo nell’unicità di Dio e quindi dell’umanità. Che importa se abbiamo molti corpi? L’anima è una sola. La rifrazione moltiplica il raggi del sole ma la sorgente è la stessa. Perciò non posso distinguermi dall’anima più perfida”. Ritengo che tutti noi abbiamo lo stesso potenziale spirituale, la differenza sta in chi lo ha stimolato più e chi meno. Per questo non esiste un lettore ideale, sarei felice di ricevere le opinioni più disparate da persone di ogni rango e cultura, inoltre credo che lettore lo si diventi realmente solo quando si  riesce a cogliere l’assenza del testo, e ciò non può di certo avvenire nei primi capitoli, anche se in base al riscontro avuto dai lettori con la quale ho avuto il piacere di interloquire c’è chi ha colto più il messaggio nascosto dietro la storia, e chi invece si è emozionato insieme ad Ismael. Ritengo fondamentali entrambi gli aspetti. Mi riempiono ambedue di grande soddisfazione.

La scrittura è semplice, ma al contempo riesce a mettere il lettore davanti a immagini profonde e dubbi esistenziali. Quali i tuoi maestri?

Potrei fare un elenco lungo quanto il libro stesso, in quanto ogni persona che ho incontrato nella vita ha contribuito ad arricchirmi e rafforzarmi, ciò avverrà anche in futuro. Tutte le esperienze, persino quelle apparentemente insignificanti apportano modifiche al nostro essere, ma appare chiaro che le fondamenta del libro sono spirituali in quanto tendono alla meditazione e comprensione dei fatti, così potrei citare alcuni maestri che mi hanno riempito il cuore e la mente attraverso le loro scritture: Gandhi, Ikeda e il Dalai Lama su tutti.

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Europa, Africa, Asia, America: nel libro racconti stili di vita, atmosfere e percezioni completamente differenti vissute dal protagonista in quei luoghi. Raoul cosa sceglierebbe? E come vorrebbe vivere il resto dei suoi giorni?

Conservo da molto tempo il desiderio di dedicarmi al prossimo con delle azioni umanitarie, proprio come racconta Ismael nel secondo capitolo. L’Africa è da sempre il mio sogno, ma non voglio neanche precludere la possibilità di immergermi in altre culture. Amo viaggiare e confrontarmi con il prossimo, cercare i punti comuni, dare e ricevere sotto ogni aspetto, per cui non pongo limiti alla conoscenza figlia dell’esplorazione. Potessi passare il resto dei miei giorni in viaggio come Ismael lo farei senz’altro.

Passato e futuro letterario: qual è l’ultimo libro letto e cosa acquisterà in libreria nei prossimi giorni.

Bodhicaryavatara di Santideva è l’ultimo libro letto, ha un potentissimo sfondo intellettuale, lo considero uno dei più grandi pilastri della letteratura buddhista. Di norma leggo i testi a carattere spirituale, sono quelli che più mi interessano per arricchire l’animo e l’intelletto di nuovi punti di vista e riflessioni. Credo quindi che acquisterò “Il sutra del Loto di Daisuku Ikeda” o “Dhammapada”, entrambi sono in linea con l’ultimo libro letto, sarà come continuare il percorso intellettuale iniziato diversi anni or sono.

Autore: Giusy Casciaro

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