Il Giovane Holden di J.D. Salinger

Chi è la figura di Holden? Cosa nasconde la semplicità delle sue riflessioni? Perché a distanza di oltre cinquant’anni leggiamo entusiasmi e afflizioni di un viziato teenager newyorchese? Sciogliere un mistero significa neutralizzare fascino e suggestione, posto che sia possibile offrire una risposta persuasiva allo stupore della letteratura. Il miglior consiglio, che è anche il più semplice, è leggere, esperire in prima persona il gusto della profondità elementare de “Il Giovane Holden” di J. D. Salinger, edito da Einaudi e disponibile su Bol.it a soli € 10,87 .

L’adolescenza è un periodo di fuga, anche da un mondo dorato se non lo si sente proprio. Così il sedicenne Holden Caulfield si allontana da quella realtà di benessere borghese dove era cresciuto per spingersi in uno spazio nuovo, da scrivere. Una pagina bianca dove iniziare a tracciare la propria biografia. È il contatto con la vita a rimescolare le carte. Vengono svelate figure diverse da quelle che un comune adolescente si trova a conoscere. Vizzi, eccessi, fragilità di un uomo in embrione, da una parte teso a fronteggiare il mondo esterno, dall’altra intento a discernere qualcosa di sé, a residuo dell’esperienza.

Ma non è tanto un romanzo formativo, benché molti elementi ne ricordino le trame, piuttosto una parabola esistenziale di quel giovane, dalla sagoma sfumata, che vive nella moltitudine di ogni io. “Il Giovane Holden” è la storia del tradimento necessario per esistere in una nicchia nell’esteso paesaggio della difformità. Non solo. Affiorano i lineamenti di una modernità patologica, che spinge l’individuo alla psicanalisi. Accenno nel momento conclusivo dell’opera, come una sorta di compimento e prologo allo stesso tempo. Prologo di quello che per noi è presente, compimento di un cammino esistenziale.

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Salinger, nella sua opera, risente di un periodo storico sopraffatto, quanto meno negli Stati Uniti, dal movimento artistico, poetico e letterario della Beat Generation (Jack Kerouac utilizza per primo questo termine nel 1948). Il linguaggio della letteratura americana cambia, sia nella ricercatezza lessicale che sintattica, con un incontro verso un’attualità non più disposta a rassegnarsi al respiro della storia.

Come sempre, racconto è viaggio che ognuno conduce secondo l’ordine impartito da un impulso soggettivo. Chi e quanti sono allora i giovani Holden? “Sento un po’ la mancanza di tutti quelli di cui ho parlato. Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti”.

Autore: Iacopo Bernardini

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