La ragazza delle arance, un inno alla vita scritto da Jostein Gaarder

Pieno di echi e di ricordi, di modi nuovi di vedere il mondo e di insegnare ad amare: è questo in un brevissimo sunto l’essenza de “La ragazza delle arance” di Jostein Gaarder (su Lafeltrinelli.it a 7,31 euro), un libro che è un vero e proprio inno alla vita ma che, per meglio far apprendere l’importanza di questa, parte dalla morte la sua descrizione.

La storia racconta di un uomo che, prima di spegnersi, scrive una lunga lettera al figlio Georg, una sorta di testamento affettivo e spirituale, che nasconde poi all’interno della fodera di un passeggino rosso. Nessuno sa di questa lettera, ma l’uomo si assicura che quel passeggino non venga mai buttato via o ceduto ad altri negli anni a venire. A diverso tempo dalla morte di questi, quasi per un caso fortuito, viene ritrovata la lettera: da quel momento in poi la vita di un adolescente cambierà per sempre, leggendo quelle stesse pagine che aveva visto inconsapevolmente crescere sul pc del padre quando però era troppo piccolo per rendersene conto.

All’interno della lettera un lungo racconto, una storia di una ragazza che ogni giorno o quasi si reca al mercato per acquistare arance, e del giovane che, incontrandola per la prima volta, se ne innamora perdutamente. Tanti sguardi e poche, pochissime parole fra i due, con però un’intrinseca consapevolezza che ci sia qualcosa di prezioso in quegli istanti trascorsi occhi negli occhi, una fugace fiammella che sta per esplodere in un vigoroso incendio. Un incontro fortuito, forse neanche troppo degno di nota, e si apre un nuovo capitolo di storia fra due ragazzi della città di Oslo.

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Gaarder nella sua opera, a tratti molto lontana dal best seller filosofico “Il mondo di Sofia”, presenta una storia delicata, fatta di tenere emozioni e di una profonda morale: vale la pena vivere? Una domanda all’interno della quale si racchiudono passioni e nuovi orizzonti, dolore e sofferenza, come una pianta piena di spine dove sono pochi i fiori concessi dalla natura, ma che rappresentano comunque il più soave degli spettacoli.

Una lettura piacevole, a tratti disincantata, che ci sprona ad accogliere il bello ed il brutto della vita, a carpire ogni pagina della propria esistenza, a succhiarne l’essenza fino alla fine, in un mondo dove l’unica cosa certa è la bellezza che ci circonda e la consapevolezza che chi ci ama, anche se lontano, rimarrà sempre dentro di noi.

Autore: Laura Landi

Sono ­ per ammissione estrema ­ lettrice compulsiva, anche se molto molto esigente. Andare in libreria mi fa sentire come Alice nel paese delle meraviglie. Il mio amore letterario segreto? Gabriel García Márquez.

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