Intervista a Guido Allione autore de “L’ottavo giorno”

Guido Allione, si presenti con un breve profilo ai lettori di Recensionilibri.org.

Ho 40 anni. Sono sposato, ho due figli e vivo attualmente a Busca, in provincia di Cuneo. Lavoro come informatico in un’azienda delle Langhe. Le mie passioni sono la natura e la musica e recentemente ho cominciato a scrivere racconti nati dalle idee di mia figlia Alice.

Il suo romanzo, L’ottavo giorno ha una tematica insolita, proposta proprio da sua figlia Alice. Ci vuole parlare di questa scelta?

L’idea del fantasy che però non scivolasse al di fuori della quotidianità era sicuramente un punto fermo. Alice, per l’età, ha una fortissima immaginazione e io, per l’età che ho, vivo nella realtà di tutti i giorni. L’Ottavo giorno parte proprio da un quesito comune (vita frenetica, stress da appuntamenti ecc..) cercando risposta in una favola fantasy ove trovare demoni e paradossi temporali.

A che genere sente più affine il suo romanzo: fantasia, d’avventura, o fantascienza?

Non ho cercato questo paragone. Potrebbe assomigliare a molti libri e a nessuno di essi.

Per descrivere i demoni e il loro mondo ci sono dei testi o delle fonti a cui ha attinto? O questa ricostruzione fa parte della libera fantasia e delle superstizioni popolari?

I demoni e il loro mondo sono assolutamente una nostra invenzione. Se ci sono riferimenti ad altri precedenti letterari sono assolutamente inconsci. L’unica premeditazione all’inventiva è quella di cercare un filo conduttore alle superstizioni più frequenti: pozzi dei desideri, stelle cadenti, passare sotto una scala, ecc…

L’ottavo giorno fa una panoramica sull’età moderna. I desideri degli uomini di oggi, secondo il demone Saxe, sono tristi, avvelenati e vuoti. Lei come autore e come uomo di questi tempi, che ne pensa?

Concordo con Saxe, ma con una profonda vena di ottimismo. Abbiamo toccato il fondo in termini di superficialità, ma ce ne stiamo rendendo conto, e questo è un ottimo modo per cominciare a risalire.

Qual è il suo punto di vista sul concetto di tempo, come convenzione umana, e sull’uso che se ne fa oggi?

Anche qui il libro rispecchia il mio pensiero. Troppo sovente siamo dominati dal tempo, o meglio, da come noi vediamo il tempo. Con una forte disciplina mentale e forte senso dell’organizzazione invece il tempo può essere dominato e vissuto a pieno e tutti possono trovare l’ottavo giorno o la venticinquesima ora del giorno. Vivere a pieno non vuol dire essere produttivi ogni singolo istante, anche un’ora di ozio è utile, se armonizzata con tutto il resto.

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Autore: Mariapaola De Santis

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