Momenti di trascurabile felicità

Libro di Francesco PiccoloPerchè poi capita a tutti di andare a comprare un mazzo di rose in un caldo giovedì d’agosto, quando t’aspetti che tutti siano al mare e che in dieci minuti avrai le rose in una mano ed il telo mare nell’altra.

Invece capita che prima di te sia entrata l’Angela a scegliere, una ad una, le gerbere per la nonna. Sei in coda, inevitabilmente e, non essendo imbottigliato nel traffico, non puoi nemmeno sintonizzarti sulla tua stazione radio.

Allora capita che incalzino i pensieri e sopravvenga la conta dei tuoi nei, delle tue debolezze, delle tue piccole bassezze e che, invece di esasperarti, inizi a sorridere, perchè quei pensieri che avevi trascurato sono immensamente felici, nel loro piccolo.

Pensi alle caramelle al limone, che sono davvero buone, quando non ci sono le altre.

Oppure pensi a quanto ti piaccia chiuderti a chiave nei bagni dei tuoi amici e curiosare tra i loro prodotti.

In ognuno di noi si nasconde una piccola iena che gode di scherzi e dispetti fatti ad amici o estranei. Perchè sì, te lo confessi dal fioraio, speri davvero che al tuo posto in treno si sia seduto qualcuno, solo perchè vuoi gustarti il suo viso nel momento in cui arriverai tu, e, con un rammarico nel cuore falso come Giuda, lo farai alzare. Due minuti dopo la partenza del treno. A conti fatti. A posti assegnati.

Non ti accorgi nemmeno che l’Angela ha scelto le sue gerbere e che la tua composizione floreale è pronta: puoi finalmente andare al mare.

Chissà, forse Francesco Piccolo non lo ha fatto. Deve essere tornato a casa per buttare giù due righe; leggere, scanzonate, solari. Come un giovedì d’agosto.

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Scheda del libro

Listino € 12,50Editore EinaudiCollana L’Arcipelago EinaudiData uscita 22/10/2010Pagine 120, brossuraLingua ItalianoEAN 9788806205515In vendita  a 11.60€ da LaFeltrinelli.it

Autore: Monica Pintozzi

Come controller, ho appreso che i numeri contano solo se li sai analizzare, come lettrice che le parole contano solo se le sai utilizzare. Maniaca del dettaglio, pretendo che il libro rispetti lettore e sintassi; ignoro volentieri testi pieni di parole e concessioni dal sapor di refuso. Il libro è regalo per me non per l’autore.

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