Nove racconti in cui la dimensione del desiderio assume tutte le sue forme: sesso, onnipotenza, vita e morte.

copertina - Desiderare AltrimentiI nove racconti che compongono questo libro suscitano interrogativi e riflessioni mentre ci trasportano emotivamente in situazioni immaginarie nelle quali, anche sotto mentite spoglie, traspare sempre la dimensione del desiderio.

Noi associamo spesso il desiderio alla vitalità, alla sessualità, all’obbligatorietà, alla gioia di vivere, ma qui incontriamo altri desideri: il desiderio di morire (“Lucciole”), quando troppa sofferenza sul piano personale e collettivo sembra rendere indifferenti alla perdita e al dolore; oppure il desiderio di non nascere, in un racconto di stampo surreale (“Ostaggi”) che descrive l’isolamento come difesa estrema dalla banalità di un’esistenza frustrante, ripetitiva e piatta.

E ancora, il desiderio antico di stipulare un patto per sottrarsi alla caducità del corpo (“Dalle mie sere in casa”), e accorgersi però che non è possibile uscire dal limite circoscritto del tempo e dello spazio senza il quale non ci sarebbe neanche coscienza di esistere né possibilità di desiderare (“Polvere di stelle”).

Al contrario, il desiderio può diventare “onnipotente”, può spingersi fin sopra le nuvole e proprio per questo trascinare tutti amaramente alla rovina (“Inganni”). Un titolo interessante, “Ospedale Paradiso”, per un racconto che sembra mimare con ironia la “Commedia” dantesca, attraverso spunti colti e spesso divertenti, per offrire una versione alternativa del paradiso cui aspirare, niente affatto lontano dalla realtà con tutti i suoi mali. Il desiderio di salire all’altare del cielo (“Ara coeli”), di incontrare se stessi a cospetto della dimensione spirituale, emerge inatteso nel corso di un pellegrinaggio nella città eterna, dove l’autore ci offre anche istantanee precise e affascinanti di Roma com’era prima che fosse quella che è.

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Infine, e non poteva mancare, il desiderio che circola tra maschile e femminile, confondendosi con la sessualità, con i giochi di potere, con i conflitti e le paure suscitati dall’incontro/scontro tra diversità (“Con le donne di sera”), per arrivare infine alla proposta inespressa di un modo diverso di desiderare, che sospende il desiderio e la sua urgenza letterale, per lasciare spazio alla creatività dell’immaginazione (“Desiderare altrimenti”).

Un libro che in certi momenti mi ha commosso, in altri mi ha divertito, ma soprattutto mi ha profondamente colpito, oltre che per l’originalità della narrazione, anche per la ricerca e la padronanza di uno stile che definirei espressionistico perfino nella particolarità della punteggiatura, che, alla maniera di Arno Schmidt, diventa parte integrante del testo. Un libro, secondo me, da leggere e, forse, da rileggere anche una seconda volta per gustarne fino in fondo le molteplici sfumature.

Autore: Luciana Riommi

psicoterapeuta per necessità, lettrice per piacere

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2 Commenti

  1. “Desiderare altrimenti e altri racconti” di Giovanni Baldaccini (Fermenti Editrice, maggio 2011)

  2. Trovo molto pertinente il riferimento a Arno Schmidt e all’espressionismo tedesco anche se qui, nello stile dell’autore, alcune asperità linguistiche tipiche dell’espressionismo vengono mitigate da momenti che non esiterei a definire “morbidi”, senz’altro poetici. Quanto al desiderare, di cui al titolo, l’altrimenti mi appare come necessaria controparte: Eros e Thanatos, questa la dualità fondamentale intorno alla quale l’autore si aggira. Con tutte le conseguenze del caso. Una lettura stimolante.

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