Un romanzo che si sviluppa al suono della musica classica tra Sebastian Bach e Franz Benda: il fortepiano di Federico

copertina: Il Forte Piano di FedericoLa prima impressione che si ha del romanzo di Gabriele Formenti dal titolo “Il forte piano di Federico” è che sia del genere esclusivamente storico. Invece il lettore si ritrova a vivere non solo un capitolo importante della storia della musica, ma anche un giallo in cui non manca neanche l’aspetto sentimentale.

Ecco allora che la musica da un primissimo piano fa un passo indietro e resta di sottofondo, a raccontare una storia dai toni intensi e con un linguaggio narrativo colto e ricercato, che si avvicina a quello tipico del Settecento.

La trama prende piede dall”Offerta musicale“, l’importante composizione voluta da Federico II, sovrano illuminato e attento al mondo della musica, tanto da circondarsi solo dei migliori. E tra di essi non può mancare, visto il periodo e visto che si parla della Prussia, l’imponente figura di Johann Sebastian Bach. Quando però lo incontriamo a corte, il maestro è ormai anziano, ha già regalato ai futuri musicisti l’indelebilità del suo genio e nelle rare occasioni in cui entra in scena, tutti si rivolgono a lui con il massimo riguardo.

La maestosa corte di Federico II di Prussia ospita l’anziano maestro, ma non solo: le vicende narrate in questo agile e curato romanzo vedono protagonista Carl Philipp Bach musicista di corte e figlio dell’illustre compositore, che insieme a Franz Benda altro compositore realmente esistito alla corte di Federico, ha il compito di scoprire chi sia l’assassino di Christophe Braumsieger, il copista fidato di Federico II trovato ucciso nella sua stanza. Una sola certezza: al momento della morte stava realizzando il compito che gli era stato affidato, cioè quello di portare a termine la stesura in bella copia dell’Officina musicale.

L’opera è infatti voluta fortemente dal sovrano fine amante della musica e dell’arte. Prima che lo scandalo scoppi a corte e Federico II venga a sapere che l’unica copia esistente del prezioso lavoro è sparita dopo l’omicidio, al giovane Bach restio a chiedere aiuto al padre ormai anziano, sarà affidato il gravoso compito di risolvere l’enigma. Tanti i sospettati, tra cui anche il maestro Johann Joachim Quantz, altro personaggio illustre della storia della musica e flautista alla corte di Prussia, forte conservatore e diffidente nei confronti delle giovani promesse come il giovane Bach. Sono molti gli indizi che depistano le indagini, e solo alcuni porteranno diritti verso la strada della soluzione, complice anche la dolce Valery violinista di corte e amica del giovane Bach.

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I due amici, Carl Philipp e Brenda dovranno anche far visita nel corso delle indagini, a diversi altri storici personaggi che per l’occasione rivivono nel romanzo di Formenti: uno fra tutti Gottfried Silbermann, a cui Federico II affida la realizzazione del forte piano e che passa alla storia come uno dei più abili costruttori di strumenti a tastiera del Settecento.

Un buon insieme di ingredienti insomma, che Gabriele Formenti mescola saggiamente offrendo una lettura gradevole, ma allo stesso tempo impegnata a far rileggere una pagina importante della storia della musica: la nascita del pianoforte.

Ma c’è di più, l’autore ci regala momenti di gloria tutta italiana facendo rievocare nei dialoghi dei protagonisti un nome, mai diretto protagonista del romanzo. E’ Arcangelo Corelli, precursore di nuovi stili musicali importanti per le generazioni future in Italia e non solo, ma come sempre più spesso accade genio dimenticato dai più.

Autore: gattamanuela

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