Indignatevi! Il best seller del partigiano Stéphane Hessel, un libro che tramanda i valori della resistenza

Indignatevi! di Stephen HesselIndignatevi! (Add Editore, 3,50 € da Feltrinelli – 30% di sconto), o Indignez-vous! è un pamphlet di Stéphane Hessel, un piccolo saggio (64 pg.) dal titolo accattivante e dal contenuto ancora più intrigante.

Hessel è un ex partigiano nato a Berlino da genitori ebrei, ormai novantatreenne, ma sempre combattivo come ai tempi del fascismo. Arrestato e internato dalla Gestapo nazista due volte, per due volte è scappato dai campi di concentramento tedeschi in maniere fuori dall’immaginazione. Dopo la guerra, ha assistito e contribuito alla redazione della Dichiarazione Universale Dei Diritti Dell’Uomo.

Ha un passato, anche dopo il conflitto mondiale, di militante per diverse cause a lui care. Nel 1981, per esempio, fu nominato “Ambasciatore di Francia” da François Mitterrand e consacrò gli anni della pensione alla militanza in favore dei sans-papiers e della causa palestinese.

Gli stessi valori che si è portato avanti negli anni sono qui riassunti in questo piccolo, ma corrosivo libro, conquistando già migliaia di lettori in Francia e, ora che è stato tradotto in italiano, balzando al primo posto delle classifiche dei best-seller anche sul nostro mercato.

In questo saggio sono tramandati i valori della Resistenza, la voglia di giustizia e di uguaglianza, dove la società del progresso è per tutti e non solo per una nicchia fortunata di persone.

Per ricordarci le cose che non vanno nei nostri tempi Hessel ci fa cenno di tutte le ingiustizie e gli orrori che passano sotto i nostri occhi quotidianamente: le guerre, le violenze, le stragi.

Ma non è un libro che parla delle cose negative che ci circondano, tutt’altro. Questa è la base da cui Hessel ci indica i motivi per cui combattere la nostra ‘guerra’ – metaforicamente parlando – quotidiana, per tenere alta l’attenzione su ciò che ci sta intorno. Per Hessel, l’indignazione è il primo passo per un vero risveglio delle coscienze.

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Con questo grido rivolto alle coscienze di tutti, ha superato le 650mila copie vendute in soli tre mesi nello scorso periodo natalizio, diventando un caso editoriale unico.

Hessel scrive per la società francese, ma se è diventato uno dei libri più venduti in Italia, significa che le somiglianze sono anche troppe. Parla delle disuguaglianze che affliggono la maggior parte del pianeta, in opposizione alla ‘élite’ che vive – almeno dal punto di vista materiale – in modo agiato.

Il ripensamento delle condizioni di lavoro, ridimensionate nella qualità ed erose dalle conquiste fatte nei primi decenni del dopoguerra, così come i diritti sociali e umani si assottigliano sempre di più. L’accoglienza non solo delle minoranze, dei migranti ma anche dei rifugiati – per ragioni politiche o umanitarie – è diventato un tema poco importante e poco rilevante economicamente.

I giovani sono scalzati dalla vecchia generazione, o per meglio dire è questa a non essersi mai smossa – e ad affermarlo è un novantatreenne, a cui questo fatto proprio non va giù. Per questo è necessario indignarsi, per ritrovare la propria dignità, la possibilità di cambiare le cose, trasformarle, per migliorare e tutelare il mondo. Ma in fondo, cambiare il mondo non si può se prima non si cambia se stessi.

Pare che Hessel abbia colto in pieno i mali della società che ci circonda, ciascuna pagina è un invito dunque a non essere indifferenti – un richiamo al piccolo saggio, da poco ripubblicato, ‘Odio gli indifferenti’, di Antonio Gramsci – e quindi da consigliare a tutti, in particolare al pubblico giovane.

Lo stile è asciutto, come un piccolo saggio,  per trasmettere il messaggio nel modo più diretto possibile, per non far incorrere la mente in deviazioni o scuse. I problemi sono lì, sulle pagine, senza che si possano evitare se non smettendo di leggere il libro. E il messaggio è trovare la forza per fare una rivoluzione pacifica, prima all’interno di noi perché venga trasmessa all’esterno. Contro il consumo di massa, il disprezzo dei deboli e della cultura, ma anche contro la cecità e, soprattutto, la pigrizia.

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Una lettura caldamente consigliata.

Autore: Alex Buaiscia

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2 Commenti

  1. Già acquistato e divorato….imperdibile

  2. Monicelli a 90 anni ci invitava a fare la rivoluzione, Hessel a 93 anni ci spiega che dobbiamo indignarci perchè quando ci si indigna allora si diventa militanti, forti, impegnati. Perchè le nostre generazioni sono incapaci di lottare e debbano essere due quasi centenari a ricordarci i nostri diritti?

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