Il simbolo perduto, torna Robert Langdon

thelostsymbolNon ci siamo. La solita miscela di ingredienti: un segreto millenario, un fanatico che vuole svelarlo e un finale piuttosto banale fanno da contorno ad un’opera decisamente piatta e noiosa. C’è da dire che dopo il successo de “Il codice da Vinci” sarebbe difficile per qualsiasi autore riproporsi al pubblico con un libro altrettanto emozionante ed avvincente. Questa volta, neanche il ritorno del professor Robert Langdon ha salvato il flop di uno dei libri più attesi del 2009.

Di seguito vi propongo la descrizione del libro:

“Robert Langdon, professore di simbologia ad Harvard, è in viaggio per Washington. È stato convocato d’urgenza dall’amico Peter Solomon, uomo potentissimo affiliato alla massoneria, nonché filantropo, scienziato e storico, per tenere una conferenza al Campidoglio sulle origini esoteriche della capitale americana. Ad attenderlo c’è però un inquietante fanatico che vuole servirsi di lui per svelare un segreto millenario. Langdon intuisce qual è la posta in gioco quando all’interno della Rotonda del Campidoglio viene ritrovato un agghiacciante messaggio: una mano mozzata col pollice e l’indice rivolti verso l’alto. L’anello istoriato con emblemi massonici all’anulare non lascia ombra di dubbio: è la mano destra di Solomon. Langdon scopre di avere solamente poche ore per ritrovare l’amico. Viene così proiettato in un labirinto di tunnel e oscuri templi, dove si perpetuano antichi riti iniziatici. La sua corsa contro il tempo lo costringe a dar fondo a tutta la propria sapienza per decifrare i simboli che i padri fondatori hanno nascosto tra le architetture della città. Fino al sorprendente finale. Un nuovo capitolo de “Il Codice da Vinci”, un thriller dalla trama mozzafiato, che si snoda a ritmo incalzante in una selva di simboli occulti, codici enigmatici e luoghi misteriosi.”

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Autore: admin

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1 Commento

  1. Ho terminato ieri sera la lettura delle 604 pagine di questo libro.
    Lode a Dio! E’ la conclusione di questo testo che come storia è un affastellamento di temi simbolici e religiosi. Pezzi assemblati, come nella “migliore” tradizione del best-seller americano. E la ormai non più nuova tensione verso la “nuova umanità” quella capace di usare il potere della mente per modificare la realtà… la nuova umanità che sta giungendo a maturazione e che risuona sempre più nell’intero pianeta… i tempi si avvicinano, proclama Dan Brown, in linea con tutte le tensioni apocalittiche dalle quali siamo circondati, anche nella letteratura. Apocalisse che non sarà una fine tragica dell’umanità, ma la rivelazione dell’uomo-dio.
    C’è da crederci? Mah, fatto sta che se è realtà si imporrà comunque, che la si creda o no. Poi, chi vivrà vedrà.

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