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Pensieri dal carcere

di adminin Varie4 min di lettura

Autori: Pierre Clémenti
Casa Editrice: Il Sirente
Anno pubblicazione: /
Prezzo: 12,50
Genere: Storia vera

«Qualcosa di più che un diario o un’autobiografia,
un vero racconto del carcere ma soprattutto dei meccanismi che lo strutturano».
Cristina Piccino, Alias

«Oltre che con il regista spagnolo, Pierre Clémenti aveva lavorato con Bertolucci e Pasolini. Viveva in italia da antidivo. Ma un giorno, come raccontò in un libro ora ripubblicato, fini a Regina Coeli per droga. Uscì un anno e mezzo dopo. Ma mai davvero».
Marco Cicala, Il Venerdì di Repubblica


Ho visto cose terribili a Regina Coeli. E uomini sublimi.

Il mattino del 24 luglio 1971 suonano all’appartamento romano di un’amica di Pierre Clémenti dove l’attore risiede. Suo figlio Balthazar, di cinque anni, apre la porta. È la polizia in borghese che viene a fare una perquisizione, ben sapendo quel che sta cercando: pochi grammi di cocaina e qualche briciola di haschisch. (Suo figlio dirà poi che era stata la polizia stessa a nascondere la cocaina sotto al letto dicendogli: «Non è nulla, riaddormentati»). Tutto porta a credere che il potere voglia creare un esempio clamoroso. L’arresto di Pierre Clémenti, star del cinema e al contempo icona della controcultura, fa grande scalpore. L’attore viene rinchiuso nella prigione di Regina Coeli sulla base di semplici sospetti, mentre nega di essere stato a conoscenza della presenza della droga nell’appartamento. Aspetterà otto mesi prima di essere giudicato. Condannato a due anni di reclusione, ottiene l’archiviazione in appello dopo diciotto mesi di detenzione. Pierre Clémenti ne uscirà segnato a vita. Il suo libro è una testimonianza contro il codice penale italiano risalente al fascismo, contro il regime carcerario e la società repressiva, perché nelle celle ci sia più luce e umanità. .

Il Sirente presenta Pensieri dal carcere, dell’attore e regista francese Pierre Clémenti.
«La giustizia è lenta ed estenuante, e l’innocenza, se anche provata, soltanto ferita uscirà di prigione».
Pubblicato per la prima volta nel 1973 e apparso nuovamente nel 2005 presso le edizioni Gallimard, il libro di Pierre Clémenti ripercorre attraverso riflessioni e flash narrativi l’esperienza carceraria dell’attore e regista: l’arresto, l’arrivo nel carcere di Rebibbia e poi in quello di Regina Coeli, l’incontro con l’umanità repressa e dimenticata, la cruda realtà delle rivolte e delle rappresaglie, l’annullamento spirituale ancor prima che fisico, l’ipocrisia del ceto dirigente italiano, il processo fino all’assoluzione definitiva che suonerà paradossalmente come una condanna.

«O ti vendi e ti svuoti molto rapidamente, o resti ai margini e ti batti per le tue idee».
Pensieri dal carcere non è però solo un libro sul sistema carcerario, in esso Clémenti racconta anche la sua esperienza di attore: dall’incontro con Jean-Pierre Kalfon alle prime esperienze teatrali accanto a Marc’O e Bulle Ogier, dagli esordi cinematografici ne Il gattopardo di Luchino Visconti al rifiuto delle proposte di Federico Fellini fino alla consacrazione in film di registi del calibro di Bernardo Bertolucci e Luis Buñuel. Clémenti traccia attraverso il cinema, “arte della sopravvivenza”, un’idea dell’arte come missione, inconciliabile con le «attrattive» dell’industria dello spettacolo, «prigione dorata», «macchina che produce gli idoli e li getta sul mercato».

L'autore. Figlio di padre ingnoto e madre còrsa, Pierre Clémenti nasce a Parigi il 28 settembre 1942. Attore e regista, ribelle e anticonformista, esordisce nel teatro off parigino. Il suo ruolo in Bella di giorno di Luis Buñuel lo porta alla notorietà e lo lancia nel mondo del cinema sia francese che italiano. Gli anni tra il 1967 e il 1971 sono i più proficui della sua carriera cinematografica: tra i film a cui partecipa, Partner (1968) e Il Conformista (1970) di Bernardo Bertolucci, I Cannibali di Liliana Cavani (1969), Porcile di Pier Paolo Pasolini (1969), Bella di giorno (1967) e La via lattea di Luis Buñuel (1970), Le lit de la vierge (1969) e La cicatrice intérieure (1971) di Philippe Garrel, Cutting heads di Glauber Rocha (1970). Clémenti, attraverso i suoi personaggi, esprime anni di profondo cambiamento socioculturale e di grande rinnovamento linguistico della scena cinematografica italiana e francese. Parallelamente alla sua passione per la recitazione Clémenti si cimenta anche nella realizzazione di cortometraggi sperimentali: La révolution… (1968), Visa de censure (1967-75), New Old (1978), A l’ombre de la canaille bleu (1978-85), Soleil (1988).
Nell’estate del 1971 viene arrestato per detenzione di droga e incarcerato per più di un anno nelle prigioni di Rebibbia e di Regina Coeli a Roma. Rilasciato per insufficienza di prove, non potrà più far ritorno in Italia. In seguito a questa esperienza scriverà il libro Quelques messages personnels. Pierre Clémenti muore il 27 dicembre 1999 all’età di 57 anni.

Il volume contiene un saggio di Danilo Zolo su Filosofia della pena e istituzioni penitenziarie. Danilo Zolo è esperto di questioni carcerarie e professore di Filosofia del diritto e di Filosofia del diritto internazionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Firenze.