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Omofollia di Mattia Cesari

di Carla Angioniin Novità in libreria4 min di lettura

Omofollia Mattia Cesari

Mattia Cesari prima di Omofollia

Prima di leggere questo libro non avevo ancora sentito parlare di Mattia Cesari, eppure i suoi video su youtube vantano migliaia di visualizzazioni e l'apprezzamento del mondo del web. Questo giovanissimo youtuber, infatti, è divenuto famoso grazie alle sue imitazioni della showgirl Belén Rodriguez e agli altri video a carattere comico che condivide attraverso il suo canale youtube.

Chi vede i suoi video si trova davanti un ragazzetto piuttosto spigliato che, con delle movenze che suggeriscono il suo orientamento sessuale, intrattiene il pubblico di Internet con brevi sketch di vita quotidiana e scolastica, il tutto nella chiave ironica e sguaiata degli adolescenti.

Quello che dai video non traspare, però, è la vera entità di Mattia Cesari: la sua storia, le sue debolezze, i suoi drammi che ha deciso di raccontarci in un libro che ha come titolo un neologismo dell'autore stesso: Omofollia.

Ho diciannove anni e vi racconto come l'omofobia ha cambiato la mia vita

Cosa racconta Omofollia

Questa frase appare nella copertina del libro: è un chiaro segnale al lettore, Mattia Cesari non cerca di avvolgere il suo libro di mistero, né si esprime in maniera criptica; il suo libro è crudo e vero come la storia che racconta: la sua. 

Mattia è davvero giovanissimo quando comincia a riprendersi in video e condividere la sua ironia su Internet; la popolarità arriva quasi subito, i followers si moltiplicano e arrivano le prime chiamate per partecipare a serate in discoteca. Cosa può rappresentare questa fama improvvisa per un ragazzino? Soprattutto per uno come  Mattia, che in realtà non è quell'animale da palcoscenico per cui si spaccia in rete, anzi: quando è disconnesso Mattia è un ragazzo che vive il dramma di non potersi esprimere nella sua interezza. La sua omosessualità rappresenta l'ostacolo più grande per lui, timido, impacciato, insicuro e gay.

Il dramma di Mattia nasce molto presto: già ai primi anni delle scuole elementari riconosce dei comportamenti contrari al suo modo di essere, ma saranno gli anni delle scuole medie - che, si sa, sono terribili per tutti - ad abbatterlo in maniera molto più decisa.
Nel libro, Mattia Cesari racconta innumerevoli aneddoti per portare alla luce la sua condizione di emarginato inconsapevole e incredulo; perché allora, lui stesso, forse, ancora non sapeva ancora di essere omosessuale, pur percependo la sua diversità, che lo spingeva a sentirsi vittima e colpevole di quanto stava vivendo.

L'omofobia che colpisce Mattia è psicologica e fisica: è crudele e raccapricciante e a compierla sono ragazzi come lui, giovani, del suo stesso quartiere romano, i suoi stessi compagni di scuola, quei ragazzi con cui è cresciuto.

Mattia si sottomette a questa situazione, china la testa e procede per la sua strada sognando, un giorno, di passare inosservato per strada, di non sentire urla e fischi dietro le sue spalle.
In casa, poi, le cose non vanno meglio: se fuori dalle mura domestiche, chiunque conosca gli sbatte in faccia il suo essere sbagliato, dentro nessuno riesce a prenderlo sul serio, perché , in realtà, nessuno è disposto ad accettarlo.

In questo tunnel buio fatto solo di malinconia e frustrazione arriva una luce: Belén. Mattia dedica intere pagine alla sua musa e all'ammirazione che nutre per lei, se potesse scegliere che donna essere , dice: sceglierei Belén. Questa ossessione per la showgirl argentina lo pervade completamente e, imitazione dopo imitazione, nasce il primo video e nasce il Mattia connesso.

Questa doppia vita che diventa doppia identità è alla base dell'intenzione del libro che con semplicità e sincerità racconta la storia di un ragazzo come tanti che vive la condizione di non essere accettato per ciò che è e con mille sforzi riesce a uscire dall'incubo dell'omofollia, perché cosa c'è di più folle di un padre che prende in giro un figlio perché è omosessuale, di un amico che ti volta le spalle perché hai dei gusti diversi dai suoi? 

Mattia è ancora molto giovane ma col suo coraggio e la sua ironia si concede a esempio di tutti quelli che come lui hanno vissuto o stanno vivendo il frutto di un'ignoranza che ancora pervade la nostra società. Mattia è stato forte e ha trovato la chiave per la sua felicità ma quanti altri, rimangono vittime per sempre?  L'omofobia dovrebbe essere una paura, questa è pura follia!

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