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Memorie di una lettrice notturna

di adminin Presentazioni di Libri2 min di lettura

1703370_0Memorie di una lettrice notturna lo definisco un saggio romanzato. L’autrice, Elisabetta Rasy, ha voluto condividere alcune delle sue letture più significative. Ha operato una scelta e la sua scelta è caduta sulle donne, su alcune donne che hanno scritto durante il Novecento. Le ritrae in modo sintetico e preciso, entra nella loro personalità scorrendo la loro vita e riuscendo a restituire dei ritratti di donna coinvolgenti. Impossibile, almeno per una donna, non sentirsi coinvolta da queste figure, ritrovare nelle loro traversie le traversie di tante donne, di quelle tante che faticano ad emergere e di quelle che una volta emerse vengono travolte.

La prima parte del libro, dal titolo “scoperte e riscoperte” è totalmente autobiografica e parla del ruolo e del significato che la lettura ha avuto per l’autrice e di come la lettura sia stato l’ambiente favorevole al sorgere del desiderio di scrivere. Il capitolo si conclude con queste parole: “Ho l’impressione che la mia generazione, quella dei nati dopo la fine della seconda guerra mondiale, sia o potrebbe essere una delle ultime generazioni di donne e uomini che sono approdate alla scrittura direttamente dalla lettura”.

La parte centrale, la più ampia, raccoglie venticinque scrittrici e le racconta, ognuna come fosse un breve racconto a sé. Le introduce con queste parole: “Le pagine che seguono sono anche la testimonianza di questo apprendistato nei libri, in questo caso i libri delle altre, non un autore singolo, naturalmente, ma la polifonia delle voci amate, invitanti, tentatrici come quelle delle sirene”.

Alla fine del libro troviamo due brevi epiloghi: uno analizza alcune fotografie di Frida tratteggiandone il temperamento; l’altro è un breve, ma significativo commento alle Heroides di Ovidio.

Un testo, queste Memorie, dettato anche dalla consapevolezza di una differenza di genere, una differenza sessuale che ha avuto e continua ad avere il suo peso nella letteratura e nella società. L’autrice scrive nelle ultime pagine: “E’ stato solo quando nella mia personale vita sono stata attraversata dalle avventure e disavventure della sessualità che ho cominciato a cercare, in quel luogo delle differenze che era per me la letteratura, anche la traccia della differenza sessuale”.

ELISABETTA RASY vive e lavora a Roma. Ha esordito come scrittrice nel 1985, pubblicando successivamente vari titoli. Di successo. Ha scritto per diverse testate giornalistiche tra cui L’espresso, La stampa e il Corriere della Sera. Attualmente collabora con Il Sole 24 Ore.

Elisa P. Sanacore