Maria Callas di Roberta Maresci

Oggi il libro Maria Callas di Roberta Maresci (Gremese, pag. 160, 12,90 euro) le rende omaggio, distillando la sua vita in 24 fiabe classiche, ciascuna scelta come titolo del capitolo. Dentro c’è la donna e il mito di stile, unica nel dividere in due ere la storia dell’opera: “a.C. e d.C., cioè prima della Callas e dopo la Callas”, come lei stessa diceva parlando di sé in terza persona. Evitando di raccontare dettagli su Omero Lengrini, figlio avuto da Aristotele Onassis, vissuto solo un giorno. Lo chiamò Omero in omaggio al cantore delle acque di Grecia e uno degli zii preferiti di Onassis. A battezzarlo il 30 marzo 19060 fu un’infermiera, durante il trasporto sull’ambulanza. Sepolto in tutta segretezza nel cimitero di Bresso, nei pressi di Milano, lì resta una incisione nel marmo a lettere d’oro.
Alcuni dicono che Omero non ci fu mai, perché la signora fu costretta ad abortire da Ari. E dell'aborto parlano quasi tutte le biografie dedicate alla stella dell’opera. Eppure ci sarebbero le prove nelle carte private della diva trovate dopo la sua morte, dove spicca anche una fotografia con l’immagine sfuocata di quello che sembra un neonato morto e interviste con tre persone a conoscenza del fatto, oltre alla testimonianza di Bruna Lupoli, la fidatissima cameriera della cantante. È la testimone chiave: «Madama non ha mai avuto un aborto, né nel 1966, né nel '67, né mai. Non è mai rimasta incinta - continua - tranne quell’unica volta quando il bimbo nacque all’ottavo mese e visse per un giorno solo. La signora ebbe infatti una cicatrice nella parte bassa del ventre a causa del parto cesareo».
L’esistenza della cicatrice fu in seguito confermata anche dal fisioterapista di Onassis. Di poco o nulla cambia che il bimbo visse due ore prima di esalare l’ultimo respiro. Ininfluente sapere che mamma Maria lo portò in ospedale nel tentativo di salvarlo. Purtroppo era ormai troppo tardi. Il piccolo fu proclamato morto a causa di un’insufficienza respiratoria. Accanto a lei non c’era l’armatore, ma una suora e la fidata cameriera Bruna Lupoli. Ma se davvero aveva ragione Meneghini? Se davvero era impossibilitata ad avere figli a causa di una deformazione congenita? Tanto che fu operata due volte dal professor Palmieri in una clinica di Milano, forse per effettuare una retroversione, intervento che poi le consentì di restare incinta? Beh, se qualche dubbio ancora vi resta, ci sono alcune foto della Callas in stato interessante: una la ritrae a Parigi nel 1960, al sesto mese di gravidanza. C’è poi un’altra immagine che circola. Scattata dalla stessa Maria, ritrae Omero di bianco lino vestito. Una piccola cuffietta di pizzo sul capo, lo vestì Maria con le sue stesse mani, prima di dargli l’addio.
SCHEDA LIBRO TITOLO: Maria Callas AUTORE: Roberta Maresci ISBN: 978-88-8440-815-0 PAGINE: 160 EDITORE: Gremese COLLANA: Donne nel mito GENERE: autobiografia ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013 (Dicembre)