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Intervista a Fulvio Frezza, autore de "Vento nel Vento" dieci anni di Lucio e Giulio

di Redazionein Interviste3 min di lettura

Fulvio Frezza vive, ormai da diversi anni, non da solo in una non piccola casa di una non grande città non del norditalia. Pur essendo ultimamente migliorato continua a suonare il pianoforte tanto spesso e tanto male da doversi scegliere una casa grande e isolata per non incorrere nelle ire dei vicini. Coltiva anche altre passioni, non tutte divulgabili. Se non altro perché sono...troppe! 

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Vento nel Vento (edizioni Florestano - Bari) è il racconto di una separazione, la fine di una storia d'amore, anomala, fra due artisti geniali e riservati come pochi: Lucio Battisti e Giulio Rapetti, in arte Mogol. Un amore, ovviamente artistico, che ha donato a tutti noi decine di capolavori di musica e poesia. E' anche il racconto di dieci anni speciali per l'Italia e il Mondo intero: gli anni Settanta.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Scrivo da una quindicina di anni, prima ho sempre soltanto immaginato. Nasce tutto dalla Musica e dalla voglia di raccontarla in maniera diversa, o di scrivere racconti che avessero una certa musicalità. Una scelta estetica prima ancora che etica che mi permette di raccontarmi fingendo di raccontare altro.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po' l'atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Scrivo di solito molto velocemente, soprattutto per mantenere unità stilistica. A questo libro ho dedicato un paio di mesi. Il lavoro di documentazione è durato qualcosa meno. Racconto alcune canzoni scritte dai due protagonisti, una per ogni disco fatto insieme, mettendole in rapporto anche con alcuni capolavori classici con cui ho trovato affinità particolari e con il loro mondo interiore.

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Ecco, le affinità, come mi è successo nel raccontare quelle della musica di Battisti, sono spesso difficili da decifrare e non così immediate da comprendere. Io penso di avere delle affinità con la scrittura insieme ironica e nostalgica di un autore che ho molto amato: Raymond Chandler.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Nel mio caso la risposta è elementare: la colonna sonora è tutta scritta e raccontata in "Vento nel Vento". Oltre le canzoni di Lucio Battisti che cito, per ogni anno dal 1969 al 1979 ho riportato una personalissima scelta di tre dischi imperdibili fra i tanti capolavori di anni particolarmente felici e prolifici in campo musicale.

Un'ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Ricordatevi sempre di leggere, darete a tutti noi una ragione per continuare a scrivere. Se poi leggete libri che come il mio raccontano la Musica servitevene come colonna sonora delle vostre giornate. Non ve ne pentirete.

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