Come ogni dannato giorno di Osvaldo Risiglione

La maggior parte dei personaggi che impariamo a scoprire tra le poche ma dense pagine del libro di Risiglione sono abbastanza comuni da poterci identificare in ognuno di essi: c’è il pittore Hermann, innamorato della modella che ritrae in uno dei suoi quadri, il quale ci narra della splendida notte d’amore trascorsa proprio con la sua musa ispiratrice; c’è il poliziotto che si trova ad avere a che fare con l’omicidio/suicidio di due giovani ragazzi; c’è poi uno scrittore, Orlando, in cui non riesce difficile immaginare che l’autore abbia voluto inserire qualcosa di sé, della sua personalità anticonformista, del suo scrivere per l’arte e solo per l’arte, mettendo da parte ogni superflua vanità.
Altri racconti hanno per protagonisti personaggi dei quali non conosciamo l’aspetto fisico, il nome, il mestiere: se fossero un quadro sarebbero delle sagome sfumate. L’unica cosa della quale l’autore ci mette a conoscenza sono i loro pensieri più intimi e le loro aspirazioni nascoste. E anche qui Risiglione ci ha messo del suo. Mi riferisco in particolare al racconto “Dove sono le sigarette?” riferito ad un uomo che si ritrova alle prese con gli attacchi di panico: la descrizione particolareggiata dei sentimenti del protagonista ci fa capire che non è una tematica di cui Risiglione ha semplicemente “sentito parlare”. Ma tralasciando tutte le categorizzazioni, che rischiano di trasmettere un messaggio di monotonia e piattezza del tutto estraneo a Come ogni dannato giorno, ritengo sia utile porre l’attenzione sul racconto a mio parere più riuscito: “Affettatrice”. Esso ha per protagonista una giovane donna che è costretta ad esercitare il mestiere più antico del mondo. In un primo momento siamo portati a prendere le distanze da questa figura “losca”; eppure, se continuiamo la narrazione e ci soffermiamo tra i suoi pensieri per qualche attimo, scopriamo che ha una figlia e che lei è il suo pensiero primario. Si tratta, quindi, di una mamma come tutte le altre. Molto interessante, in questa particolare breve narrazione, è analizzare il modo in cui l’autore ha descritto il mondo visto dagli occhi di una donna, una donna con un passato alle spalle e un futuro che non promette miglioramenti. Sono sicura che tutte le lettrici potranno concordare con me sulla veridicità del personaggio che Risiglione ha saputo creare.
Una narrazione realistica

