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Cielo di sabbia. Recensione ‘on the road’ di una fuga attraverso il selvaggio Sud degli Stati Uniti

di Alex Buaisciain Romanzo4 min di lettura

Cielo di sabbia, di Lansdale"Cielo di sabbia" (ed. Einaudi, 12,75 € su Feltrinelli.it) , di Joe R. Lansdale, è un romanzo d’avventura, di disperazione e di speranza. Lo scrittore texano, considerato uno dei più brillanti dell’ultima generazione, ci porta ancora una volta in un mondo reale, nel passato, segnato da una catastrofe naturale e nell’ambiente a lui più consono: la terra brulla e a tratti inospitale del sud degli Stati Uniti, tra il Texas e l’Oklahoma.

Il racconto comincia negli anni Trenta, durante la Grande Depressione, descrivendo un fenomeno realmente accaduto, chiamato “Dust Bowl”. Così racconta l’autore: “In Oklahoma, Nebraska, Kansas e in parte del Texas, la gente aveva coltivato i terreni in modo tanto intensivo da rovinarli. La terra era così impoverita e sterile, senza  un filo d’erba, che il vento la sollevava fino in cielo, creando vere e proprie “tempeste nere”, nubi di sabbia larghe anche un chilometro e mezzo, che attraversavano tutto l’Oklahoma e parte del Texas. La gente fuggiva a Ovest o dovunque si potesse trovare della terra da coltivare. Il romanzo racconta questa fuga dalla devastazione della sabbia.”

Sabbia che sommerge tutto e tutti, se non si sta attenti, così come i tornado, anch’essi frequenti – e ora anche di più – nella zona spazzano via ogni cosa. Lo stesso Lansdale sa descrivere così bene questi fenomeni naturali estremi perché li ha vissuti in prima persona, e più volte. E’ infatti sopravvissuto a due tornado, ed è stato diretto protagonista dell’uragano Kathrina.

La Dust Bowl dell’Oklahoma questa volta ha mietuto diverse vittime. La madre di Jack è rimasta soffocata, il padre si è suicidato pochi giorni dopo per la disperazione. Dalla terra non cresceva più niente, non c’era nessun guadagno, e ora la moglie morta è stato troppo per lui.  Jack comunquue riesce in quei giorni di carestia ed abbandono a sfamarsi con le carni dei pochi conigli morti nascosti dalla famiglia, sopravvive grazie all’acqua del pozzo della fattoria che non è ancora ostruito dal fango.

Quando Jack finisce di seppellire i genitori, arrivano Jane e suo fratello Tony, anch’essi rimasti orfani. Ormai lì intorno non è rimasto più nulla, è tutto sommerso dalla polvere, e così decidono di rubare la Ford del vecchio Turpin, anch’esso deceduto, e di iniziare un viaggio ‘on the road’ fino al Texas, dove forse dei parenti di Jane potranno aiutarli a trovare un lavoro e iniziare una nuova vita.

Certo, abbandonare tutto non è facile, ma ormai non è restato niente da lasciare. Così si mettono alla guida e cominciano questo lunga peregrinazione, in un’America selvaggia e rurale che li costringerà a crescere definitivamente.

Il viaggio sarà tutt’altro che tranquillo, un po’ per i luoghi attraversati, lunghi deserti in cui non si incontra un essere umano per miglia e miglia, un po’ per il momento economico, che ha spinto molte persone a darsi all’illegalità per campare, specialmente in quelle zone in cui la Legge era più una teoria che una pratica.

Ecco dunque che i ragazzi incontreranno un circo ambulante di ogni categoria di persone, da vagabondi a rapinatori, a folli deliranti fino a doversi confrontare con alligatori e sciami immensi di cavallette.

Secondo Lansdale, è durante i fenomeni estremi che il meglio e il peggio dell’animo umano vengono scoperti. Questo viaggio mostrerà a Jack e agli altri quanto sia vero, passando dalla diffidenza alla solidarietà, dall’odio alla compassione, ma alla fine uniti per combattere con il proprio istinto di sopravvissuti, e con sincerità, ogni avversità sul cammino.

Cielo di sabbia è un ritratto affettuoso dell’adolescenza, tra i problemi che comporta e le infinite risorse che mette a disposizione.

Nonostante sia un romanzo ‘on the road’, una meta c’è, ed è la crescita interiore dei ragazzi, che si vedono costretti a passare velocemente dalla pubertà allo stato di adulti per sopravvivere.

Lansdale, inoltre, da al tutto un tocco di ironia e umorismo a volte davvero divertenti, tra banditismi, con personaggi come John Dillinger, uomini alla disperazione che usano pistole per provare a riprendersi  una vita che la natura sembra aver loro portato via, e lotte sociali.

Perché essendo negli anni ’30 non mancano la povertà e la fame, e neppure il razzismo, che è uno dei temi più cari allo scrittore texano.  Nonostante molti altri suoi romanzi siano infarciti di una certa violenza e volgarità – per questo è definito l’unico scrittore veramente pulp oggi vivente – in Cielo di sabbia sembra astenersene, rendendo la lettura nettamente più scorrevole.

Il nuovo romanzo di Lansdale è sicuramente uno dei suoi migliori, portandoci all’interno di un’avventura coinvolgente e ottimamente scritta. Ci fa immedesimare nella mente di questi giovani adolescenti che sono costretti ad affrontare un mondo volgare, violento e disonesto. Il mondo degli adulti che non conoscevano.

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