Nel Mare Magnum delle professioni che orbitano attorno all’oggetto libro si è scelto di accendere i riflettori su di un “mestiere” ahimé molto bistrattato (tanto a livello economico quanto in termini di riconoscibilità sociale), eppure di strategica rilevanza, per la circolazione del pensiero a livello globale; vale a dire la figura del traduttore letterario!
Un traduttore costruisce infatti ponti tra paesi/culture, intreccia rapporti e conferisce inevitabilmente una personalissima impronta al testo – anche se questo deve essere fatto nel modo più discreto e impercettibile possibile.
Una buona traduzione è un testo che il lettore crede sia stato scritto nella lingua in cui lo legge.
Alla base, dunque, dev’esserci necessariamente una profonda comprensione del testo di partenza, che spesso deve essere “interpretato” in modo da riuscire a rendere le diversità.
Ebbene, l’Autore Invisibile vuol’essere un’incursione in questo misterioso quanto affascinante universo, nel tentativo di ridare dignità ad un mestiere senza il quale non avremmo avuto modo di godere di alcuni dei più grandi capolavori della letteratura mondiale!
Il progetto, che si è fatto strada già a partire dal 2003, è stato concepito per colmare un vuoto piuttosto significativo nel nostro Paese, dal momento che in quasi tutti i paesi europei e nel mondo esistono, ormai da svariati anni, molte Case o Collegi del Traduttore o della Traduzione.
La Casa delle Traduzioni sarà un centro culturale sulla traduzione, ospiterà una biblioteca specializzata sul tema e si offrirà come luogo di incontro e di scambio per traduttori di ogni paese, che avranno a disposizione anche una foresteria ad hoc.
Paese ospite della IV Edizione, la Russia: tanti gli scrittori e i rispettivi traduttori italiani presenti all’incontro, per parlare del sottile fil rouge che unisce i loro mondi.
Il “Leitmotiv” della quarta edizione di Babel – Festival di Letteratura e Traduzione, svoltosi nella meravigliosa cornice medievale di Bellinzona, patrimonio dell’umanità UNESCO, è stato un apparato linguistico che ha scandito innumerevoli momenti chiave del XX secolo: la lingua russa, massima espressione di una cultura e quindi di una letteratura di grande tradizione e spessore. Gli autori invitati, infatti, incarnano alcune tra le voci più significative della Russia odierna, tanto per impianto narrativo, quanto in relazione ai sistemi valoriali trasmessi. [CONTINUA LA LETTURA]
Un interessantissimo documentario firmato dal regista Pier Paolo Giarolo, per Officina Outroad, distribuzione Jole Film.
Sarebbe riduttivo definire questo splendido documentario sull’attività del tradurre come una raccolta di interviste a numerosi, importanti traduttori letterari.
Dalle loro riflessioni, infatti, emergono con chiarezza numerose questioni chiave nel dibattito attuale. Si parla di rispetto e di ammirazione, di etnocentrismo e di ospitalità, di lotta con il testo, di sfida nei confronti delle convenzioni letterarie codificate nella lingua di arrivo, di invisibilità e visibilità del traduttore, di questione morale rispetto alle culture minoritarie.
È da tale assunto che la scrittrice Mariantonia Cerrato prende il via, per iniziare un viaggio all’interno dell’universo della traduzione tecnica, nell’interessantissimo ed agile volumetto “Tradurre la Scienza – Profili Teorici e Pratica”, edito nel 2009 dal Gruppo Edicom. CONTINUA LA LETTURA
“È stato molto difficile trovare la forma adatta, non era possibile raccontare tutte le storie adottando la forma del romanzo tradizionale. Poi…