Intervista a Nicoletta Capone, autrice de "√1%" Intervista a Nicoletta Capone, autrice de "√1%"

Intervista a Nicoletta Capone, autrice de “√1%”

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Nicoletta Capone è nata a Napoli ma vive a Roma da vent’anni. Psicologa clinica per formazione, sceneggiatrice di professione (“Sei forte maestro!”, “La Squadra”, “Vivere”, “Centovetrine”), esploratrice della coscienza umana per passione, è co-traduttrice del libro di Bruce A. Moen “Viaggi nell’ignoto”, OneReed Edizioni. Ama Calvino e Carver ma anche The Cure, il viola e la panna.

Parliamo subito del tuo ultimo libro, dal titolo √1% . Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Sergio, indagando sull’apparente suicidio della figlia, scopre che in realtà è stata uccisa perché coinvolta in un misterioso progetto che lega persone con uno strano tatuaggio: √1%. Durante l’indagine, si confronterà con eventi inspiegabili, studi esoterici, esperienze limite, fino a dubitare della sua stessa realtà. E nulla sarà più come prima. Lo potrei definire un giallo spirituale.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

La mia casa era piena di libri e ricordo che da piccola mi sembravano tanti tesori nascosti, che aspettavano solo di essere scoperti. Ho imparato a leggere a tre anni, credo proprio per l’impazienza di capire il mondo, e la prima storiellina l’ho scritta a quattro. Da allora, raccontare storie è diventato il mio modo di esprimermi e alla fine, tanti anni dopo, il mio mestiere: la sceneggiatrice.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

La nascita di √1% è una specie di mistero. La sua storia mi è ‘arrivata’ all’improvviso, tra il sonno e il risveglio, una mattina di maggio. Il tema, i personaggi, le svolte, la struttura… tutto. E poi si è scritto quasi da solo, tre pagine al giorno, ogni giorno, esattamente per tre mesi. Credo sia giunta da un luogo che io chiamo “Sala delle idee”, da qualche parte in una diversa dimensione.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Mi piacerebbe tanto riuscire a creare la stessa magia che creava Calvino, soprattutto nei suoi racconti: stile asciutto ma evocativo, temi profondi trattati con ironia, strutture impeccabili. Tra gli stranieri, il mio mito personale è Carver, che mi lascia sempre una profonda inquietudine. Quelli che hanno letto √1% l’hanno avvicinato a Dan Brown per i temi ‘spiritual/esoterici’ e la scorrevolezza.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

La Metamusica Hemi-Sync, di cui parlo nel libro. Poi c’è un punto in cui ci starebbe molto bene “Heroes” di David Bowie. E la pagina in cui c’è il mantra “Hari Om Tat Sat” andrebbe letta ascoltandolo nella versione dei Moola Mantra.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Niente è mai ciò che sembra. Nemmeno noi stessi. L’unica indagine che vale la pena di fare, nel corso della nostra vita, è quella per scoprire ciò che siamo davvero.

Autore: Redazione

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