Intervista a Domenico Garofalo, autore de "Chiedi alla neve" Intervista a Domenico Garofalo, autore de "Chiedi alla neve"

Intervista a Domenico Garofalo, autore de “Chiedi alla neve”

Chiedi alla neve

Domenico Garofalo nasce a Torino nel 1959. Ottobre 2013 la sua prima silloge poetica “ACQUARELLI” edita da Narrativaepoesia. Marzo 2015 il secondo libro di poesie “CAMBIO MATITA” edita da Alter Ego. Aprile 2017 la terza silloge poetica dal titolo “CAFFE’ SCHIUMATO” edita da Il Seme Bianco. Novembre 2017 è uscito il suo primo romanzo dal titolo Chiedi alla neve edito dalla DavidandMatthaus.

Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Il romanzo è ambientato in una casa di riposo un po’ particolare. Infatti in questa dimora gli ospiti svolgono svariate attività sportive. La storia narra della ricostruzione della squadra di atletica leggera, grazie all’arrivo nella casa di riposo di alcune donne tra le quali una allenatrice di settant’anni ancora molto piacente. Nascono molti amori e storie romantiche.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Io inizio a scrivere come molti ragazzi del mio tempo verso i quindici anni. Poesie che spesso getto nel cestino per vergogna e timidezza. Molte le letture che accompagnano quel periodo della mia adolescenza; da Bach ad Asimov, passando per Hemingway fino a Cassola, Ungaretti e molti altri. Infatti prima che romanziere, nasco poeta.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Ho impiegato dalla prima parola alla fine, tre anni. Scrivendo di notte (amo la notte) nei fine settimana. Cercando di entrare nella testa dei miei personaggi, sono arrivato per ben due notti consecutive a sognare il luogo e i personaggi del libro. Li vedevo camminare e parlare e con mia grande emozione al risveglio ricordavo che erano perfettamente come da me immaginati e descritti.

LEGGI ANCHE:  Intervista a Karen Lojelo, autrice de "Non ti scordar di te"

Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Per quanto riguarda la narrativa, credo di non avere punti di riferimento, nel libro scrivo come in realtà sono, usando vocaboli semplici. Per le poesie invece i miei autori di riferimento sono due: Ivano Fossati con le sue poesie in musica e Charles Bukowsky per il suo essere poeta fuori da ogni schema, un grande rivoluzionario.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Ludovico Einaudi e Yiruma: scegliete voi una composizione, nessun rischio di sbagliare. Amo ogni brano di questi grandi artisti.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Posso solo dirvi grazie dal mio cuore, per avermi dedicato il vostro tempo nella lettura di questa intervista. Nel mio libro si evince questo: non è mai troppo tardi per essere felici. Vi auguro felicità nelle vostre vite.

Autore: Redazione

Condividi Questo Post Su