Intervista ad Alessio Parmigiani, autore de "Soltanto per questa volta" Intervista ad Alessio Parmigiani, autore de "Soltanto per questa volta"

Intervista ad Alessio Parmigiani, autore de “Soltanto per questa volta”

Alessio Parmigiani

Alessio Parmigiani nasce a Genova nel 1996. Diplomandosi in Scienze Umane, viaggia un anno in Australia, lavorando tra Melbourne e la Tasmania. Nel 2018 pubblica il primo libro Soltanto per questa volta. Attualmente, lavora e punta al corso di laurea in lettere moderne.

Parliamo subito del tuo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Ah. In “breve”. Bella sfida. La trama del libro è incentrata su un killer. Un killer all’americana, più che all’italiana. Questo ragazzo – a ventisei anni sei ancora giovane – si troverà in una situazione paradossale, caratterizzata principalmente da un bambino, un mistero, e una corsa verso la morte. Il mio obbiettivo è quello di non legarmi a un genere, di proporre un fritto misto di narrativa.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Scrivere, cantare, correre o suonare sono il nostro centimetro di libertà. Nasce come fuga, come realizzazione e scopo. A diciassette anni avevo un po’ di problemi qua e là, non mi piacevano gli psicologi, così la sera mi ritrovavo a buttare giù delle righe. In quella pagina bianca, nel mio mondo, ero tranquillo. Tutto il resto, per un attimo, smetteva di esistere. Deprimente, vero?

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

Tra maturità e lavoro, impiegai tre anni. Tre lunghi anni. Scrivevo ovunque, in qualsiasi posto. Scrivevo nelle macchine della croce rossa durante il servizio civile; di notte, sul divano, fino alle sei del mattino. La musica usciva dalle casse, ma non la sentivo. Fumavo, ma non le contavo. Perché ero immerso completamente e avevo altro da vedere e sentire.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Niccolò Ammaniti. Lo stile riprende maldestramente il suo, sebbene fui ispirato da Svevo. Non era solo la scrittura ad essere simile: il suo primo romanzo si chiamava “Branchie” e, a detta sua, non era uscito benissimo. Come il mio insomma. Quindi ho creato il mio “Branchie”. Forse, come l’autore romano, un giorno lo riscriverò. Probabilmente sì, sinceramente.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Sceglierei musica classica: il Canone di Pachelbel è un must all’interno dell’opera. Tuttavia, Highway to Hell, Stand by me e Shake it Out (Florence + The Machine), sarebbero più indicate in determinati passaggi. La colonna sonora dovrebbe variare in base al personaggio, sfociando dal soft all’heavy metal. Insomma, nella nostra vita ascoltiamo di tutto, no?

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Siate liberi. Sognate, e fate quello che volete. Leggete, scrivete, cantate, criticate. Non importa del resto. Il resto c’è e non scappa. Ma la felicità la trovate anche in dieci righe. Alla prossima! Alex out!

Autore: Redazione

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