Irene allo specchio | Emanuela Amici Irene allo specchio | Emanuela Amici

Irene allo specchio | Emanuela Amici

La trama

Irene allo specchio di Emanuela Amici è un romanzo introspettivo, che indaga il difficile rapporto tra due sorelle. La protagonista, Irene Brandi, è una scrittrice vicina ai quarant’anni, proveniente da una famiglia ebrea di Ferrara. Il matrimonio di una cugina la riporta nella città della sua infanzia e le fa rivedere la sorella Sara, primo violino della Filarmonica di Berlino. Il loro è un rapporto complesso, fatto di incomprensioni e parole non dette. Le due sono molto diverse: Irene è una donna cerebrale, taciturna, introversa, mentre Sara è fisica, solare, espansiva. Copertina Irene allo specchio di Emanuela Amici

Sara ha un talento innato per la musica, vera passione del padre, mentre Irene, schiacciata dal confronto con lei, ha abbandonato lo studio del pianoforte ripiegando sulla scrittura…

La perfezione della sorella appare a Irene come un imperdonabile errore del destino, al quale non è mai riuscita a rassegnarsi. Nemmeno dare il via a una relazione con il compagno di Sara riesce a farla sentire appagata e soddisfatta. Solo il caso le farà scoprire una verità scomoda, che costituirà per l’esistenza della protagonista una vera e propria svolta.

“Tu e papà eravate distanti”, disse Sara con tono di rimprovero.

“Anche tu. Eri quella bella, piena di talento, dall’animo buono, la figlia perfetta”

“Quella che chiami perfezione è stata la gabbia della mia esistenza”

“Se solo avessimo avuto la forza di parlarci!”, sospirò Irene.

Il romanzo oggetto della nostra presentazione, come detto in apertura, è introspettivo, in quanto capace di scavare nella personalità della protagonista; ma anche coinvolgente, perché ricco di colpi di scena, e profondo, dal momento che la narrazione è spinta da temi importanti e intensi quali la ricerca della felicità, il tradimento, con la conseguente perdita di fiducia, e il rapporto tra sorelle.

Ma come è nata la storia di Irene? A rivelarlo è la stessa autrice: “È nata all’improvviso, in una giornata come tante. Ho sentito l’esigenza di scrivere, buttando giù i pensieri che uscivano irrefrenabili, quasi la storia pretendesse d’essere raccontata e io non fossi altro che il mezzo per darle vita. Era un periodo di dolore e sofferenza, a causa della morte di una persona a me molto cara, dunque mi sono lasciata cullare dalla scrittura. Mi mettevo al computer di sera, o in qualunque altro momento utile. La storia di Irene mi ha appassionata e ho voluto portarla a termine perché trovo che affronti un tema largamente sentito, quello della ricerca della felicità e dell’identità”.

L’autrice

Emanuela Amici ha quarant’anni, è nata a Roma, città in cui vive da sempre. Insegnante di Lettere nella scuola media dal 2006, anno in cui ho ricevuto il primo incarico, è spinta nella sua professione da una profonda passione per l’insegnamento che la accompagna sin dall’infanzia. Ama essere in contatto con i suoi studenti e trasmettere loro l’amore per la lettura e la voglia di apprendere. Sposata, madre di due bambine di cinque e nove anni,  ha frequentato il liceo classico a Roma per poi laurearsi in Lettere nel 2002.

Prima di intraprendere il percorso lavorativo nella scuola, ha lavorato nell’editoria collaborando con L’Enciclopedia Treccani e con alcune riviste, come “Arte e Critica”. Inoltre, è stata assistente-curatrice presso una galleria d’arte contemporanea per quattro anni e ha creato un’associazione culturale con due amiche.

Il suo amore per la scrittura e tutto ciò che è arte nasce in famiglia: il padre è un avvocato con la passione per la scrittura, l’arte, la filosofia; la madre è un’accanita lettrice nonché autrice di alcuni libri scolastici; il fratello è imprenditore e fotografo. Tutti hanno sempre avvertito la necessità di mettere nero su bianco pensieri, poesie, emozioni, per poi pubblicarli.

L’autrice de Irene allo specchio attualmente si dedica interamente all’insegnamento, ma nel tempo libero scrive, cercando di interessarsi di temi differenti, come dimostrano le ultimissime creazioni: un manuale sulla dislessia, da poco terminato, e un libro fantasy sul mondo degli elfi, che è in corso d’opera.

Lo stile

Il mondo della musica ha ispirato, non poco, Irene allo specchio, così come gli interessi artistici, come evidenzia l’autrice Emanuela Amici: “Mi piaceva l’idea di far agire nel romanzo donne colte e piene di interessi, dotate di grande sensibilità. Appartengono a una famiglia ebrea e, sullo sfondo della storia principale, c’è il racconto dei duri anni delle persecuzioni”.

Nel romanzo in esame non c’è quasi nulla di autobiografico, se non alcuni tratti della protagonista che in qualche modo potrebbero generare delle similitudini con l’autrice. Quest’ultima ha dato vita alla narrazione seguendo un filo conduttore ben definito: il rapporto irrisolto tra due sorelle.

Lo stile della Amici appare rapido, scarno, sobrio, privo di periodi complessi o lunghi. Molto presenti i dialoghi e le lettere, che ben si inseriscono nella struttura del romanzo nel romanzo presente in Irene allo specchio, considerato che la protagonista, proprio come l’autrice, scrive a sua volta un libro.  

A Emanuela piacerebbe somigliare ad alcuni autori italiani contemporanei, tra i quali Paolo Cognetti e Michela Murgia. Nel frattempo, il suo Irene allo specchio strizza l’occhio, per temi e atmosfere e con le dovute differenze stilistiche, a Il Fu Mattia Pascal e a Uno, nessuno, centomila di Luigi Pirandello.

Fin da piccola ho  coltivato il sogno di scrivere, riuscendo a dar vita a storie dove riversare il mio mondo interiore” afferma l’autrice. E, senza dubbio, ciò traspare dal suo modo di scrivere e ne diviene, di volta in volta, punto di forza.

 

 

Autore: redazione

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