Intervista a Pietro Cadeddu, autore de "Social - mente poetico" Intervista a Pietro Cadeddu, autore de "Social - mente poetico"

Intervista a Pietro Cadeddu, autore de “Social – mente poetico”

Pietro Cadeddu nasce a Genova nel 1969. Ha all’attivo tre pubblicazioni: “Racconti di carta”, “L’Arcano Maggiore” e “Social – mente poetico” raccolta di componimenti poetici che narrano di un personale approccio con il quotidiano vissuto, dagli albori più cupi sino alla fase della maturazione. E’membro buddista della S.G.I, responsabile di zona, dal 2003. 

Parliamo subito del tuo ultimo libro, Social – mente poetico. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca.

Facebook “karmicamente” per un buddista da quasi 15 anni come sono, ha rappresentato una fonte di rivoluzione umana potente. Ciò non vuol dire assenza di sofferenza, ma cosa decidere di farne di quella sofferenza creata da un utilizzo distorto del mezzo virtuale. Questa raccolta di poesie pubblicate su facebook dal 2008, sono un “pro” nell’utilizzo del social web di cui mi ero dimenticato.

Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?

Scriveva mio padre, mio nonno, sono quello che scrivo ancor più che quello che dico. Non potrei fare a meno di scrivere,in virtù dell’età con la memoria calante ora ha assunto ancora di più importanza (ovviamente è una battuta, più o meno).

Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.

L’ho terminato nell’Agosto del 2016 di ritorno da una vacanza in Sardegna, la mia terra d’origine. Quando ho bisogno di scrivere, “sentendomi dentro” realmente, il dna karmico del mio sangue, sardo al 100%, accorre in mio aiuto.Con grandi sacrifici mia madre ha mantenuto “in piedi” la casa dei miei nonni, la mia vena creativa ha vita grazie a quell’ambiente.

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Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.

Jose Saramago, Marguerite Yourcenar ed Italo Calvino sono in assoluto i miei punti saldi in tal senso. Non so se m’ispiro a loro ma sicuramente capita spesso che leggendo le loro opere si manifesti un pensiero del tipo “Quanto vorrei averlo scritto io”.

Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?

Billie Holiday “Summertime”.

Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.

Nel buddismo esiste un principio “trasformare il veleno in medicina”. Questo libro è la mia medicina.

Autore: Redazione

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